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TERREMOTO NORCIA/ Il sismologo: effetto-domino, ci sarà un altro sisma (e forte)

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Lo spostamento appenninico è di circa 5 centimetri all'anno, costante, non siamo davanti a una casualità. Esiste infatti un campo di tensione in profondità che è enorme. Come dicevo prima, tutti questi terremoti si stanno svolgendo in modo allineato fra loro, non è una singola struttura che si è spezzettata. Teniamo conto che un sisma di magnitudo 6,5 gradi provoca una frattura dell'ordine dei 30 chilometri.

 

Ci spieghi nel dettaglio.

I due terremoti precedenti hanno creato un effetto domino per cui la frattura iniziale si è propagata partendo da sud e procedendo verso nord. Vale l'esempio di quanto successo in Emilia: cinque terremoti allineati che hanno definito lo spostamento della frattura iniziale di 40, 50 chilometri.

 

Siamo dunque in piena attività sismica. Nel caso dei terremoti in Iprinia e in Friuli era successo qualcosa di analogo?

Per quanto riguarda l'Irpinia no. Era un caso diverso legato alla profondità dell'evento, un fuoco sismico intorno ai 25 chilometri di profondità che ha dato una scossa violenta unitaria e alcune repliche gradualmente scemate. In Friuli invece abbiamo avuto il terremoto a maggio di magnitudo 6,4 e una grossa ripresa a settembre, con una magnitudo di 6,2 dunque a distanza di tre mesi e mezzo dal primo.

 

Che previsioni è possibile fare?

Stiamo assistendo a una continuità di eventi molto ravvicinata. Bisogna andare molto indietro nella storia sismica per ritrovare attività similari nell'Appennino. Al momento non ci sono evidenze che la sequenza sismica in corso sia in esaurimento. Ma questa è la storia di questa regione, adagiata su faglie appenniniche in continuo movimento da sempre.



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