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3 ANNI DOPO LAMPEDUSA/ Un genocidio silenzioso, tra indifferenza e leggi inadeguate

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Altrettanto forti le parole usate dal sindaco Orlando per spiegare il senso della manifestazione e il ricordo dei morti in mare. Ha usato la parola "genocidio", spiegando ai ragazzi la differenza tra quanto avvenuto per esempio nei campi di concentramento e quanto sta avvenendo oggi. "I nostri nonni — ha detto — forse non sono responsabili come noi. Forse loro non sapevano o non avevano piena consapevolezza. Noi non possiamo dire che non sapevamo. I numeri dei morti, almeno quelli accertati, sono sotto gli occhi di tutti". Orlando ha poi espresso tutto il suo dissenso contro l'istituto del permesso di soggiorno, come ormai fa da oltre due anni. 

Su questo tema Adham Darawsha ha usato parole durissime. "E' un permesso per ottenere il quale tutti sono disposi a tutto. Io sono nato a Nazaret — ha raccontato — e sono giunto a Palermo con Alitalia e non su un barcone. Sono venuto per studiare e adesso sono un medico della sanità pubblica. Quando ho ricevuto il permesso di soggiorno ho pianto e l'ho messo sul cuscino per tutta la prima notte. Era il raggiungimento di un obiettivo decisivo per il mio futuro. Pensate allora ai tanti che attendono anni per ottenerlo e poter finalmente uscire da uno stato di clandestinità". Le sue parole più dure sono state rivolte alla legge Bossi-Fini, "vecchia di oltre 10 anni — ha spiegato —, figlia di un Governo in cui nessuno si riconosce, che i tanti Governi che si sono succeduti non sono stati in grado di cambiare, la quale si fondava su un presupposto inesistente, quello per cui per avere il permesso bisognasse avere un lavoro".

I ragazzi del Liceo hanno proiettato un video sul tema dell'immigrazione con tante splendide testimonianze di immigrati giunti a Palermo con i quali portano avanti progetti di integrazione e scambi culturali che coinvolgono docenti e anche genitori.

Questa giornata è caduta all'indomani del referendum ungherese sull'immigrazione, che non ha raggiunto per poco il quorum del 50% dei votanti. Giuseppe Lupo, nella sua qualità di vice presidente dell'Assemblea regionale siciliana, lo ha ricordato nel suo intervento con poche ma significative cifre. "L'Ungheria — ha illustrato — conta una popolazione doppia di quella siciliana, circa 10 milioni di abitanti; le quote previste dall'Ue per quella nazione ammontano a 1.300 immigrati. Eppure è stata condotta una battaglia mediatica senza precedenti che ha portato comunque la quasi totalità dei votanti a dire no. Questo aspetto diventa dunque decisivo, anche in un paese come il nostro che vive una dimensione dell'accoglienza ben più grande e generosa". 


COMMENTI
04/10/2016 - Ma quale genocidio? (Giuseppe Crippa)

Dico subito che dissento completamente dalla definizione di genocidio partorita da Leoluca Orlando e fatta propria dal Sussidiario a meno che sia l’uno che l’altro non intendano che gli autori materiali siano gli scafisti e i mandanti i regimi dittatoriali africani, ma vorrei soffermarmi su quanto detto da Adham Darawsha, al quale ricordo che la legge Bossi Fini, tanto esecrata e disattesa, si basa sull’articolo primo della Costituzione (che afferma che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro) non preclude a nessuno di venire a lavorare in Italia: basta che abbia un contratto di lavoro dipendente nel quale sia compresa anche la disponibilità di un alloggio. Se qualcuno desidera aiutare davvero un emigrante qui in Italia (quasi tutti giovanotti muniti di smartphone) offra queste cose a sue spese. Personalmente sono nell'impossibilità di farlo e comunque preferisco aiutare nei loro paesi bambini denutriti ai limiti della sopravvivenza.