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Cronaca

IMPRENDITORE SUICIDA/ Carrara, l'amico gli compra la casa messa all'asta per debiti

La banca aveva pignorato la casa di un imprenditore. All'asta del tribunale un amico l'ha comprata e lui per il dolore si è impiccato, ecco di cosa si tratta in questa notizia

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La famiglia aveva cercato di tenerglielo nascosto, ma lui aveva capito lo stesso. Probabilmente è stata l'ultima cocente delusione, quella che lo ha portato a uccidersi. La fine tragica di Giuseppe Pensierini, morto suicida a 61 anni a Carrara, è stata raccontata dal quotidiano Il Tirreno. L'uomo aveva una impresa edile che fino a qualche tempo fa dava lavoro a ben cinquanta dipendenti. Negli anni, con le proprie mani e aiutato dalla figlia, si era costruito una villetta, la casa dei suoi sogni tanto desiderata, dove in mansarda, da grande appassionato di musica, si era costruito il suo angolo dove amava passare le ore libere. Poi la crisi dell'azienda, i debiti sempre più pesanti, le cartelle implacabili di Equitalia, la paura del pignormaneto che gli aveva fatto firmare un fondo fiduciario per la vita per evitare che le banche gli portassero via la casa. Invece la banca la pignora e la mette all'asta (il Pensierini aveva fatto causa per questo alla banca). Il colpo finale arriva nei giorni scorsi: al tribunale fallimentare aveva fatto la sua offerta per acquistare l'immobile, ma un'altra persona aveva offerto di più e la casa era andata a lui. L'amarezza finale: a comprarsela un suo caro amico. Persa la casa, persa una amicizia che lui credeva sincera: l'imprenditore si è ammazzato impiccandosi nella casa dei suoi sogni. Ha lasciato un biglietto all'amico e un alla moglie: "Scusami ma non potevo più vivere, sarei morto lentamente e io non volevo che soffrissi tanto. Spero di ritrovarti in un mondo migliore dove posso sposarti di nuovo". 

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