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TRIFONE E TERESA / News Giosuè Ruotolo: attesa per la ricostruzione alternativa della scena del crimine (Oggi, 6 ottobre 2016)

Trifone e Teresa, ultime news: si avvicina sempre di più il processo a carico del presunto assassino Giosuè Ruotolo. Il commento dell'avvocato Roberto Rigoni Stern.

Trifone e Teresa Trifone e Teresa

Quando si parla del giallo di Trifone e Teresa, il pensiero va ormai dritto all'inizio del processo a carico di Giosuè Ruotolo, presunto assassino della coppia, che varcherà la soglia del tribunale di Udine il prossimo lunedì 10 ottobre. Intanto, l'attesa cresce anche in vista delle deposizioni da parte dei vari teste che sono stati convocati. Tra quelli elencanti dalla difesa del militare arrestato c'è anche il consulente tecnico Nello Balossino che, come specifica Il Messaggero Veneto, proporrà una ricostruzione alternativa della scena del crimine in merito ai movimenti compiuti dal presunto assassino della coppia di fidanzati e degli altri soggetti presenti nei dintorni della scena del crimine, ovvero il parcheggio del Palasport di Pordenone. L'intento della difesa è quello di dimostrare alla luce dei dati emersi dalle telecamere e dalle testimonianze, che Ruotolo era già distante, a bordo della sua auto, quando furono esplosi i colpi di pistola che uccisero Trifone e Teresa la sera del 17 marzo di un anno fa.

Dallo scorso 7 marzo, giorno del suo arresto nel carcere di Belluno, Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa continua a professarsi innocente. Ancora pochi giorni e potrà pubblicamente ribadire la sua estraneità rispetto al delitto che si è consumato a Pordenone il 17 marzo 2015, raccontando la sua verità alla giuria certo di poterla convincere della sua innocenza. Come rivela Il Messaggero Veneto, Giosuè non solo risponderà alle domande dei pm ma non si sottrarrà neppure al contro-interrogatorio. Si tratta certamente di una decisione che potrebbe rivelarsi pericolosa per la sua posizione ma che potrebbe essere molto apprezzata dalla giuria popolare e non solo. Il presunto assassino di Trifone e Teresa, dunque, ripercorrerà i suoi movimenti la sera del 17 marzo dello scorso anno, la sosta nel parcheggio del Palasport divenuto il luogo del delitto, la corsa al Parco di San Valentino, nel cui laghetto fu rinvenuta l'arma ed ovviamente i suoi rapporti con Trifone, ex commilitone e ex coinquilino. Prima di raccontare la sua verità e rispondere alle domande dell'accusa, però, dovrà attendere che tutti i testimoni di accusa, difesa e parti civili sfilino al cospetto dei giudici. La verità su quanto accaduto alla coppia di Pordenone verrà finalmente a galla?

In vista dell'inizio del processo sul duplice delitto di Trifone e Teresa e che vede imputato Giosuè Ruotolo, giungono le prime notizie sulle decisioni prese in merito al militare 26enne ritenuto il presunto assassino della coppia freddata a Pordenone. Secondo quanto rivelato da Il Messaggero del Veneto, Giosuè Ruotolo, a processo a partire dal prossimo 10 ottobre, avrebbe deciso di non perdersi neppure un'udienza in Corte d'Assise a Udine. Quello che inizierà il prossimo lunedì rappresenterà per il giovane, unico imputato dell'omicidio di Trifone e Teresa, il processo in cui si giocherà il suo destino: da una parte la libertà, dall'altra l'ergastolo. La sua difesa è certa di dimostrare la sua totale innocenza, a differenza dell'accusa secondo la quale contro Ruotolo ci sarebbero troppi indizi che farebbero protendere verso la conferma della sua colpevolezza. Il giovane, dunque, il prossimo lunedì sarà scortato dalla polizia penitenziaria che dal carcere di Belluno lo condurrà ad Udine dove incontrerà i suoi genitori e, per la prima volta dopo un anno, anche i due pm titolari dell'inchiesta sul duplice delitto di Trifone e Teresa. Ruotolo ha già fatto sapere che non si nasconderà dietro il silenzio ma anzi palerà in aula, non solo attraverso le dichiarazioni spontanee ma anche sottoponendosi all'esame delle parti.

Conto alla rovescia per l'inizio del processo a carico di Giosuè Ruotolo, il militare 26enne di Somma Vesuviana in carcere con l'accusa di aver ucciso Trifone Ragone e Teresa Costanza. I due fidanzati sono stati freddati con vari colpi di pistola nel parcheggio del Palasport di Pordenone il 17 marzo dello scorso anno e finalmente per le famiglie delle due vittime potrebbe arrivare l'atteso momento della verità. Secondo la procura di Pordenone, l'unico responsabile della morte del suo ex coinquilino ed ex commilitone e della sua fidanzata sarebbe proprio Giosuè Ruotolo. A detta dell'accusa, sarebbero numerosissimi gli indizi che avrebbero portato a lui, dalle centinaia di testimonianze alla sua presenza sul luogo del delitto proprio nel momento degli spari. Il passaggio nella zona del Palasport della sua auto, l'Audi A3 grigia, sarebbe stato confermato dalle telecamere, così come la sua presenza nel parco San Valentino, poco distante dal luogo in cui furono uccisi Trifone e Teresa e dove fu poi trovata anche l'arma del delitto. A compromettere ulteriormente la posizione del giovane, anche il profilo Facebook nato per importunare Teresa e gettare cattiva luce su Trifone. A pensarla in modo del tutto opposto rispetto all'accusa, come riporta il sito Il Friuli, sarebbe ovviamente la difesa di Giosuè Ruotolo. Secondo l'avvocato Roberto Rigoni Stern, nessun testimone avrebbe visto Ruotolo fuori dal Palasport al momento degli spari. Lo ha ribadito il legale alla vigilia dell'inizio del processo in vista del quale sono attesi circa 40 testimoni, tutti presenti la sera del delitto. "Durante il dibattimento dovrà essere ricostruita la scena del crimine, ma al momento nessuno, e sottolineo nessuno, ha visto Ruotolo al momento degli spari, scambiati per petardi, fuori dal palazzetto", ha commentato l'avvocato Rigoni Stern. Il legale a capo della difesa di Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa, avrebbe poi ribadito come quello contro il suo assistito si configuri sempre di più come un processo squisitamente indiziario nel quale "la procura è arrivata a Ruotolo per esclusione". A pochi giorni dalla prima udienza presso il Tribunale di Udine, qual è lo stato d'animo del militare 26enne? "Ruotolo è un ragazzo che sta soffrendo della lunga detenzione ma che si professa con forza innocente. E sono certo che riusciremo a dimostrare la sua completa estraneità", ha replicato l'avvocato Rigoni Stern mostrando in merito un certo ottimismo.

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