BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TRUMP vs CLINTON/ Tra il donnaiolo volgare e Hillary, è peggio il pensiero a senso unico

Pubblicazione:domenica 9 ottobre 2016

Donald Trump (LaPresse) Donald Trump (LaPresse)

CONFRONTO TRUMP CLINTON. Non sopporto Donald Trump. Mi infastidisce già fisicamente, mi disgusta il taglio di capelli, quel biondo finto che sa di tinto lontano un miglio, il volto rubizzo, l'imponenza di un corpo che sembra dilatare l'ego, come la rana di Esopo. Penso sia volgare, superficiale, rozzo. E non gli affiderei alcuna responsabilità pubblica, meno che mai in campo militare e in politica estera. 

Detto questo, non è l'incarnazione del male, alcune cose che proclama, pur malamente, sono perfino giuste e vere, ed è ovvio che non mi riferisco alle intemerate sul cacciare gli immigrati dal paese. Parlo di politica estera ed economica. Ma benché io mai potrei dargli il mio voto, per le sue idee e per una repulsione, ripeto, a pelle, istintiva, non sopporto l'ipocrisia che da mesi tenta e riuscirà ad azzopparlo. 

Il filmato di ieri, balzato fuori da ricerche accurate del Washington Post (a due giorni dal confronto con la candidata avversaria, of course), dovrebbe essere il colpo finale: si mostra per quel che è, un penoso donnaiolo che purtroppo acchiappa tra oche scodinzolanti ad annusare il suo denaro. Spartirei le colpe della stupidità, della maleducazione, del disprezzo delle donne in parti eque, tra lui e le oche, se si può dire. Ma pur sforzandomi, se si può dire, non vedo il dramma di un candidato alla Casa Bianca che si spacci per un casanova, e blateri tronfiamente che con le donne basta un bacio e poi gli fa fare tutto quel che vuole. Dipende dalle donne, appunto, e non vedo cosa questo c'entri con la guida di un paese. 

L'America vive un rigurgito di moralità? Difficile dirlo, basta leggere i giornali. Abbiamo fior fior di presidenti del glorioso partito democratico che scodinzolavano dietro più e meno famose attrici, determinandone a volte i destini di disperazione e di morte, abbiamo il consorte dell'attuale loro candidata che si intratteneva con le stagiste sotto la scrivania della stanza ovale e tuttavia non sono stati giudicati come presidenti per le marachelle sessuali, per la loro infedeltà coniugale, per l'indubbio scarso rispetto delle donne che hanno avuto a loro disposizione, oggetti da usare e nient'altro. 

Gli araldi dello scandalo, quando loro conviene, li abbiamo conosciuti anche a casa nostra: non votiamo da tre anni perché un capo del governo è stato abbattuto dal gossip sulla sua vita privata, e il fatto che fosse indecente non spiega la sua caduta. Sappiamo che ben altri erano i motivi, altro che Ruby. Non mi è mai piaciuto Berlusconi, ma non essendo sua moglie o il suo confessore ho sempre pensato che le oscenità di cui era protagonista non c'entrassero molto con le sue responsabilità di governo, sempre che non mettessero a rischio la sicurezza del paese. 


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
09/10/2016 - Giornalista coraggiosa (ALBERTO DELLISANTI)

Ci voleva una giornalista, una donna con attributi femminili forti (che molte donne non hanno)e che molti uomini non hanno nella pluricitata versione maschile. Sia come sia, (a parte Bottarelli di cui ricordo come aveva scritto qualcosa di molto appropriato riguardo Trump) devo arrivare a oggi per leggere un articolo che parla equamente del personaggio Hillary Clinton e del personaggio Trump. Entrambi molto, molto controversi, e non solo il secondo. Ma in qualunque area di carta stampata, o in qualunque "on line" io arrivi a leggere, non lo trovavo proprio un articolo scritto con equilibrio ed umanità come da M. Mondo. Non voterei mai Hillary Clinton sulla quale non mi dilungo. Leggere M.Mondo. Pensavo che mai avrei votato pure il Trump. Pensavo a chi disse che in USA si sceglieva tra la peste e il colera. La stessa speranza di cui leggo(che la Clinton possa poi essere colta da un positivo necessario cambio di sue radicate posizioni) è quanto io spero si completi in Trump. Trump è sulla via di un cambiamento. La gravità di sue passate intemperanze (sia fattuali, sia verbalizzate) a proposito di donne e di relazioni sessuali, lo portano a distinguersi dalle stesse, oggi, vista la comprensibile opera di discredito scatenata da un establishement acutamente avversario. Penso a Siria, a Yemen, all'Iraq, alla Libia, allo Afghanistan, all'ISIS e agli alleati agli Usa(alleati del "cuore" perché alleati del portafoglio) i tremendi Arabia Saudita, Qatar (e altri Wahabiti)