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FRANCESCO E LUTERO/ L'iniziativa è sempre di Dio: l'abbraccio con i fratelli separati

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Papa Francesco durante la Commemorazione ecumenica (LaPresse)  Papa Francesco durante la Commemorazione ecumenica (LaPresse)

E qui si torna al Papa. Perché a parte il taglio dei capelli, Francesco non sembra aver subito la pressione del passato. Bello e fresco di rasatura è arrivato in Svezia, e contento come a Pasqua, ha compiuto il passo tanto atteso. Il coro misto di rifugiati, profughi e biondi chierichetti cantava l'Alleluia, mentre lui e il segretario delle Federazione Luterana Mondiale, il rev. Junge, percorrevano affiancati la navata centrale della Cattedrale di Lund, pronti a pregare insieme, a riconoscersi più vicini che mai, raccogliendo i frutti di un lavoro iniziato nel 1967, all'indomani del Concilio Vaticano II, con un serrato confronto sui nodi teologici tra cattolici e luterani, sfociato poi nel capolavoro ecumenico che fu l'accordo sulla dottrina della Giustificazione (1999). In quella camminata l'ultimo tratto di un lavoro portato avanti da Benedetto XVI ispiratore del prezioso documento del 2013 "Dal Conflitto alla Comunione". Testo che ha posto le basi per quello che è accaduto nel pomeriggio di ieri tra Lund e Malmö. 

E' successo che fratelli separati "vedendo Cristo" in mezzo a loro abbiano cominciato "a vedersi in modo diverso", rami della stessa vite in Cristo. Uomini e donne che vogliono rimanere uniti a lui per portare finalmente frutto, senza rassegnarsi alla divisione e alla distanza. Quello che alla fine si è vissuto in Svezia è la possibilità di riparare ad un momento drammatico della storia cristiana, superando controversie e malintesi, guardando con amore e onestà al passato, riconoscendo gli errori e chiedendo perdono. 

Si è purificata la memoria. E Francesco lo ha fatto raccontando la Riforma in modo diverso, come occasione per una maggiore centralità della Sacra Scrittura nella vita della Chiesa e Lutero, come colui che ha riportato al centro la questione del giusto rapporto con Dio. Padre che prende sempre l'iniziativa e che precede qualsiasi risposta umana. Nella dichiarazione congiunta, firmata nella cattedrale da Francesco e dal presidente della Federazione Luterana Mondiale, si legge che cattolici e luterani non sono più estranei, che il passato non può essere cambiato, ma trasformato sì. E se l'aspirazione rimane sempre partecipare alla stessa mensa eucaristica, cosa oggi impraticabile, si può cominciare a sanare le ferite della memoria e quelle degli uomini. Insieme.  

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COMMENTI
01/11/2016 - Natura e sopranatura (roberto castenetto)

Il problema del rapporto tra protestanti e cattolici riguarda il rapporto con Dio e quindi la concezione dell’uomo stesso. Lutero sosteneva che la natura umana rimase completamente corrotta dal peccato originale. Nell'uomo, di conseguenza, non c'è più libertà, ma un'inclinazione invincibile al male. L'unica salvezza è la fede in Dio e non le opere che può compiere l'uomo. La Chiesa Cattolica vi si oppose contrapponendo la dottrina tradizionale: Adamo, provvisto di natura e sopranatura, venne privato, a causa del peccato originale, della sopranatura, ma gli restò la natura, non rovinata del tutto, ma bisognosa dell'aiuto soprannaturale, attraverso i sacramenti. Nel dialogo non si può evitare questo problema, anche perché l'alternativa sta nel pensare, come i molinisti del Seicento e i cattocomunisti del recente passato, che la natura umana sia rimasta integra dopo il peccato, riguardando esso solo la salvezza eterna. E qui si apre la strada al neopelagianesimo, che nella versione moderna dice che Dio non c'entra con la storia.