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TRIFONE E TERESA / News Giosuè Ruotolo: imputato pronto a rompere il silenzio (Quarto Grado, oggi 11 novembre 2016)

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Trifone Ragone e Teresa Costanza  Trifone Ragone e Teresa Costanza

TRIFONE E TERESA, NEWS GIOSUÈ RUOTOLO: IL PRESUNTI ASSASSINO PRONTO A PARLARE NELLA PROSSIMA UDIENZA (QUARTO GRADO, OGGI 11 NOVEMBRE 2016) - Quarto Grado si occuperà stasera anche del giallo di Trifone e Teresa, la coppia di fidanzati uccisi a Pordenone la sera del 17 marzo di un anno fa. E' stato realmente Giosuè Ruotolo ad esplodere diversi colpi di pistola nei confronti dell'ex coinquilino e commilitone Trifone e della sua fidanzata Teresa? Sarà il processo a chiarirlo. Intanto, proprio l'ex militare 26enne di Somma Vesuviana, in vista della sesta udienza del processo in Corte d'Assise di Udine e che si terrà il 21 novembre avrebbe deciso di rompere il silenzio e di prendere la parola. Lo rivela Il Messaggero Veneto, mentre resta il massimo riserbo, da parte della difesa del giovane su cosa potrebbe accadere in aula sebbene sembra essere sempre più certa la volontà di rendere dichiarazioni spontanee da parte dell'imputato. Dopo i vari attacchi finora ricevuti, Ruotolo potrebbe chiarire la sua posizione una volta per tutte. In occasione della medesima udienza, saranno previste anche le dichiarazioni dei genitori di Teresa, dopo le parole della madre di Trifone, intervenuta alcuni giorni fa.

TRIFONE E TERESA, NEWS GIOSUÈ RUOTOLO: LE PAROLE IN AULA DELLA MADRE DEL MILITARE UCCISO (QUARTO GRADO, OGGI 11 NOVEMBRE 2016) - In attesa che la verità sul duplice delitto possa emergere nel corso del processo a carico di Giosuè Ruotolo, il caso del duplice omicidio di Trifone e Teresa sarà affrontato anche oggi nel corso della nuova puntata del programma Quarto Grado. Intanto, emergono le parole della madre del militare ucciso, Eleonora Ferrante, la quale ha preso la parola per oltre un'ora nel corso dell'ultima udienza in Corte d'Assise di Udine. La donna ha a lungo parlato della relazione tra le due vittime, Trifone e Teresa, dal giorno in cui il figlio fece conoscere alla famiglia la fidanzata siciliana all'incontro di Giosuè Ruotolo, due giorni dopo la loro morte, nel corso del quale l'imputato fece sapere alla madre dei famosi 20 euro di debito che Trifone aveva accumulato nei suoi confronti. "Me ne dimenticai fino a quando venne fuori la notizia che c'era un coinquilino, G.R., indagato. Allora andai a vedere il contratto d’affitto e pensai che era il ragazzo dei 20 euro", ha raccontato la donna alla Corte. La madre del militare pugliese, sul rapporto con Teresa ha invece asserito: "I ragazzi erano innamorati. Erano all’unisono. Noi eravamo contenti della loro serenità".

TRIFONE E TERESA, NEWS GIOSUÈ RUOTOLO: FOCUS SUI TESTIMONI, IL PROCESSO CHIARIRÀ CHI C’ERA LA SERA DEL DELITTO? (QUARTO GRADO, OGGI 11 NOVEMBRE 2016) - Il programma di Rete 4, Quarto Grado, torna anche questa settimana con una nuova puntata durante la quale saranno riaccesi i riflettori sul caso di Trifone Ragone e Teresa Costanza, la coppia di fidanzati uccisa a Pordenone il 17 marzo 2015. Per il duplice omicidio è accusato l'ex commilitone del militare pugliese freddato a colpi di pistola, Giosuè Ruotolo, con il quale Trifone aveva condiviso l'appartamento prima di andare a vivere con la fidanzata Teresa. Nei giorni scorsi si è consumata la nuova udienza del processo in Corte d'Assise ad Udine e che vede unico imputato proprio il 27enne di Somma Vesuviana, Giosuè Ruotolo. Il processo porterà finalmente alla verità su quanto accaduto oltre un anno e mezzo fa nel parcheggio del Palasport di Pordenone? L'intento primario è quello di chiarire chi c'era realmente nei momenti tragici in cui Trifone e Teresa venivano uccisi. Per tale ragione resta al vaglio l'ipotesi di possibili testimoni sulla scena del crimine. Nel corso dell'ultima udienza del processo a carico di Ruotolo, oltre alla madre di Trifone, Eleonora Ferrante, è intervenuto anche il testimone chiave che udì gli spari fuori dal Palazzetto dello sport. Si tratta del 24enne Andrea Capuani, il teste indicato come "reticente", il quale ha ammesso di avere udito gli spari ma di averli scambiati per dei petardi. Per tale ragione non si sarebbe presentato spontaneamente ai Carabinieri ma sarebbero stati quest'ultimi a scovarlo, tramite celle telefoniche ed intercettazioni. In aula è stata trasmessa una video-ricostruzione nella quale il teste ha ammesso di non essere intervenuto perché "Se avessi tirato dei petardi, mi avrebbe infastidito essere osservato", come riporta Il Messaggero Veneto online. Il testimone in questione è stato molto ambito sia dall'accusa che dalla difesa di Giosuè Ruotolo, ovviamente per ragioni opposte. I pm, infatti, dal canto loro auspicano che possano emergere nuove interessanti informazioni in merito a quanto accaduto la sera del delitto di Trifone e Teresa. Capuani si trovava a soli sette stalli di distanza dalle due vittime e secondo gli inquirenti risulta impossibile che non abbia visto nulla, contrariamente alle dichiarazioni del giovane. La difesa, al contrario, sperava che nel corso del processo potesse confermare quanto sostenuto nei verbali, ovvero di non aver visto nulla e nessuno, ma soprattutto di non aver notato veicoli sulla scena del delitto. Il testimone al contrario asserì di aver notato un’auto bianca, probabilmente una Ford Ka ma solo all’ingresso del piazzale su via Interna e di aver sentito il rumore di uno scooter in lontananza. Il ragazzo sarebbe stato convocato accompagnato dai suoi legali in quanto indagato per false informazioni ai pm ed inizialmente aveva deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere salvo poi essere ascoltato come semplice testimone, in assenza della sua difesa. Il teste, dopo vari "non ricordo" ha confermato quanto già evidenziato nei verbali, con grande soddisfazione della sua difesa che auspica nella caduta delle accuse nei confronti del proprio assistito.

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