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TRUMP E MEDIA/ L'allarme dietro il flop dei giornalisti

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In una società complessa come la nostra non possiamo permetterci di perdere il giornalismo, eppure questo sta accadendo. Siamo in volo cieco e conosco tanti che sorridono e si sfregano le mani perché il pilota cattivo è finalmente morto. Peccato che il volo non sia finito e se non trovassimo qualcuno che sa volare finiremo sfracellati nel peggiore dei modi perché un atterraggio non s'improvvisa. Da quando è nato internet è morta la mediazione, e la mediazione erano gli esperti di cui parlo: significa che per i nostri viaggi preferiamo le recensioni di alberghi su TripAdvisor all'agenzia dei viaggi o il forum sulle scottature da ferro da stiro al medico. Questo dà una grande sensazione di libertà, ma nessuno decide una rischiosa operazione chirurgica consultando Wikipedia. 

Tornando a Trump non possiamo essere felici di aver dimostrato che i media non capiscono e non conoscono la realtà. È gravissimo perché noi con Trump e la "sua" America ci dobbiamo vivere e convivere. È come se scoprissimo che il nostro coniuge beve. Se vogliamo divorziare è una notizia che ci farà separare prima. Ma se vogliamo rimanere, è una verità scottante e infinitamente preoccupante. In questo caso c'è una certezza: dal mondo non possiamo scendere. Per questo non sono contento di sapere che Mario Calabresi ha raccontato elezioni americane che poi non sono esistite. Non sono contento perché per votare il referendum il 4 dicembre ho bisogno di sapere cosa pensa il direttore di Repubblica. Magari per fare l'esatto contrario di quello che dice, ma proprio perché voglio fare quello che lui non dice non può farmi felice che per lui Trump o Clinton valgano l'uno per l'altro.

Un tempo, per qualsiasi campo, c'era un'assoluta fiducia verso l'élite degli esperti rispettiva, adesso andiamo contro gli esperti solo perché lo sono. Ma questo significa dare un'assoluta fiducia a degli emeriti sconosciuti. Prima c'era un'assoluta fiducia verso chi aveva studiato e sapeva: ora si ha un'assoluta fiducia verso chi è ignorante e non sa nulla. Non è una strada percorribile perché la scelta contro "gli esperti" è comunque legata a doppio filo agli esperti: ha solo il segno contrario. Non sto invocando il ritorno a una consegna in mano degli esperti a occhi bendati, a un qualcosa che sia dar loro carta bianca sulla nostra vita. Se ci hanno fregato troviamo il modo che non lo facciano più. Ma non buttiamo via tutto quello che sanno.

Se è morto il chirurgo che mi deve operare domattina alla pancia, e il suo posto verrà preso da un portantino (con tutto il rispetto) non posso esserne felice, anche se era un delinquente e ben gli sta. Siamo come degli alpinisti incrodati a metà parete (chi arrampica mi capisce).  



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COMMENTI
11/11/2016 - DILEMMA (Giampiero Sampaolesi)

Dietro il flop dei giornalisti ritengo ci si un forte malessere verso i cosiddetti "ESPERTI" perché a mio avviso coloro che dovrebbero informare siano al soldo dei loro editori, REPUBLICA di Scalfari ha, come editore di riferimento, De Benedetti, N°1 tessera partito PD, può andare contro il PD questa testata è essa indipendente? L'editore di riferimento del MESSAGERO è Caltagirone, può essere indipendente? lo vediamo tutti i giorni lo leggiamo tutti i giorni, la gente quindi cerca le informazioni attraverso altre forme, io dal mio medico ci vado e mi fido perché non va contro i miei interessi ma fa i miei interessi i giornalisti delle testate sopra citate NO.

RISPOSTA:

Ma quello che tu racconti è vero da sempre; invece quello che è accaduto con Trump e Brexit non era mai accaduto (per lo meno in queste proporzioni). ML