BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TRUMP E MEDIA/ L'allarme dietro il flop dei giornalisti

Pubblicazione:

LaPresse  LaPresse

Tutto quello che abbiamo letto sui giornali o visto in TV sulle elezioni americane era sbagliato e questo secondo flop del giornalismo dopo la Brexit è una pessima notizia. Non perché abbia vinto Trump e perso la Clinton, ma perché una società complessa non può fare a meno degli esperti e gli esperti della comunicazione si chiamano giornalisti. Non è questione di politically correct: è che nessuna società complessa può fare a meno di avere fiducia negli esperti per i propri singoli ambiti. È come se andassimo dal medico per un malore e quello ci dicesse di studiare per superare l'esame di anatomia patologica. 

Si avvicina il referendum e quanti di noi hanno paragonato in prima persona i possibili cambiamenti delle leggi in un caso o nell'altro? Chi l'ha fatto assicura che è complicatissimo costruire degli scenari esatti. E sarebbe solo un aspetto, quello legale. Ci sono poi le ricadute economiche, sociali e così via: impossibile fare a meno di esperti. La vittoria di Donald Trump è il rintocco delle campane a morto per l'élite mondiale degli esperti, quella che sta - o meglio stava - tra la gente e la politica. Ma questa è una pessima notizia.

Oltretutto i media che ci hanno raccontato un mondo che non esisteva - dove avrebbe vinto Hillary e non Donald - non si è accorto della propria malattia mortale. Per tutta la giornata di ieri i siti di Repubblica e di Ansa mostravano folle di americani in piazza contro Trump dando l'impressione di un malcontento che in realtà non c'è. L'America è con Trump, lo ha detto Obama e lo ha ripetuto Hillary: dopo le elezioni non ci sono più repubblicani e democratici, ci sono solo gli americani.

Il peggio è che dopo tre giorni dal risultato nessuno sa spiegare perché giornali e TV abbiano così clamorosamente sbagliato. Ci sono solo ipotesi "da controllare". C'è chi dice che ai sondaggi gli elettori si vergognavano di dire Trump, ma poi in cabina lo sceglievano; c'è chi dice che mentre tutti gli elettori di Trump sono andati a votare, gran parte di quelli di Hillary - assolutamente certi della vittoria - sono rimasti a casa. Prova ne sarebbe il risultato della California che ha votato a fine giornata. Lì Hillary ha preso il 61,5% dei consensi perché la gente si era accorta di quanto stava avvenendo nel resto del Paese. In questa ipotesi, dunque, il pronostico dei media sulla vittoria democratica era fin troppo vero. Due opinioni così diverse sono una notizia terribile. È come se temendo di aver sbagliato a salire su un treno chiedessimo al controllore la destinazione e questi ci dicesse sicuro che si va a Milano per poi aggiungere che forse però stiamo andando a Palermo. 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
11/11/2016 - DILEMMA (Giampiero Sampaolesi)

Dietro il flop dei giornalisti ritengo ci si un forte malessere verso i cosiddetti "ESPERTI" perché a mio avviso coloro che dovrebbero informare siano al soldo dei loro editori, REPUBLICA di Scalfari ha, come editore di riferimento, De Benedetti, N°1 tessera partito PD, può andare contro il PD questa testata è essa indipendente? L'editore di riferimento del MESSAGERO è Caltagirone, può essere indipendente? lo vediamo tutti i giorni lo leggiamo tutti i giorni, la gente quindi cerca le informazioni attraverso altre forme, io dal mio medico ci vado e mi fido perché non va contro i miei interessi ma fa i miei interessi i giornalisti delle testate sopra citate NO.

RISPOSTA:

Ma quello che tu racconti è vero da sempre; invece quello che è accaduto con Trump e Brexit non era mai accaduto (per lo meno in queste proporzioni). ML