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TRIFONE E TERESA / News Giosuè Ruotolo: la maledizione dell'auto del militare ucciso (Oggi, 14 novembre 2016)

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Trifone Ragone e Teresa Costanza  Trifone Ragone e Teresa Costanza

TRIFONE E TERESA, NEWS GIOSUÈ RUOTOLO: L'APPUNTAMENTO MENSILE CON IL DOLORE (ULTIME NOTIZIE OGGI, 14 NOVEMBRE 2016) - La famiglia di Trifone, il militare ucciso a Pordenone insieme alla fidanzata Teresa il 17 marzo 2015, oltre a piangere ogni giorno la grave perdita del figlio, a cadenza mensile vive un appuntamento che inevitabilmente riporta alla mente l'immane tragedia. Come rivela Il Messaggero Veneto, ogni mese la madre di Ragone riceve un link sotto forma di bollettino del valore di 82 euro e relativo alle rate dell'auto, la Suzuki Alto, sulla quale furono trovati i due corpi senza vita. I pagamenti andranno avanti fino al prossimo aprile 2017. La stessa auto bianca divenuta la culla di un delitto ancora misterioso per il quale è a processo l'ex militare Giosuè Ruotolo e nella quale risiederebbero ancora oggi la maggior parte degli interrogativi, un "vuoto e costoso scrigno dei misteri", come scrive il quotidiano nel darne notizia, e che oggi appare sempre più come una maledizione silenziosa che presenta il conto ogni mese, puntuale, alla famiglia dell'uomo ucciso.

TRIFONE E TERESA, NEWS GIOSUÈ RUOTOLO: L'IMPORTANZA DEGLI INDIZI INFORMATICI (ULTIME NOTIZIE OGGI, 14 NOVEMBRE 2016) - I testimoni presenti sulla scena del duplice delitto di Trifone e Teresa sono senza ombra di dubbi importanti nell'ambito del processo a carico di Giosuè Ruotolo. Eppure, come evidenziato dall'avvocato di parte civile, Nicodemo Gentile, difensore di fratello di Trifone, andrebbe preso in considerazione con altrettanta importanza anche un altro aspetto saliente. Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, l'avvocato Gentile avrebbe dichiarato in merito: "Gli esiti della consulenza informatica dimostrano che il profilo Facebook “Anonimo anonimo” è stato creato nella caserma di Cordenons dove prestava servizio Ruotolo e che i messaggi molesti a Teresa Costanza sono stati inviati dall’indirizzo Ip della linea internet di quell’ufficio". A detta del legale, proprio il profilo Facebook sarebbe il nucleo del movente: "I messaggi turbano la serenità della coppia e si crea quel terreno di ostilità, sempre negato da Ruotolo, nel quale matura l’omicidio". Per tale ragione, gli indizi informatici rappresenterebbero a carico di Giosuè Ruotolo "un vero e proprio macigno". "Quanto alle piste alternative sulle quali punta la difesa, stanno dimostrando tutta la loro fragilità in aula", ha infine commentato il legale.

TRIFONE E TERESA, NEWS GIOSUÈ RUOTOLO: DUE TESTIMONI PRESENTI SUL LUOGO DEL DELITTO AVREBBERO VISTO L’AUDI A3 DEL PRESUNTO ASSASSINO (ULTIME NOTIZIE OGGI, 14 NOVEMBRE 2016) - Il duplice delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza sembrerebbe ruotare con insistenza attorno ai testimoni presenti la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del Palasport di Pordenone, dove la coppia fu freddata a colpi di pistola. Da alcune settimane è iniziato ufficialmente il processo a carico di Giosuè Ruotolo, ex militare 26enne di Somma Vesuviana, in carcere a Belluno dallo scorso marzo e accusato del duplice omicidio dell'ex commilitone e della sua fidanzata. Nell'ultima udienza a prendere la parola è stato il ragazzo considerato il testimone chiave ed ambito sia dall'accusa che dalla difesa. Si tratta del 24enne Andrea Capuani, presente a distanza di pochi stalli del parcheggio in cui si trovavano le due vittime e che udì gli spari la sera del delitto scambiandoli però per dei petardi. Il giovane non si presentò spontaneamente ai Carabinieri ma fu raggiunto da questi ultimi attraverso le celle telefoniche e le intercettazioni. In aula ha ribadito quanto contenuto nei verbali, ovvero di non aver visto alcuna auto spostarsi nei minuti successivi al delitto di Trifone e Teresa. A differenza sua, altri due testimoni avrebbero invece notato l'Audi A3 Sportback nel parcheggio della palestra divenuto il luogo dell'omicidio. Si tratta del medesimo modello dell'auto di Giosuè Ruotolo. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero Veneto, il primo testimone, Michele Caticchio, avrebbe notato la vettura tra le 19:20 e le 19:30 della sera del 17 marzo 2015. Stefano Protani è il secondo testimone nonché l'ultima persona ad aver visto in vita Trifone e Teresa e che ha asserito di aver visto la stessa Audi A3 uscendo dal parcheggio. Il primo teste, tuttavia, ha aggiunto un particolare in più nel suo racconto: Caticchio avrebbe visto il conducente. A sua detta si tratterebbe di un uomo, particolare reso possibile dal fatto che il conducente era intento a guardare il cellulare, il cui display gli illuminava il volto. Secondo il testimone l'auto da lui notata era in prossimità della cabina, ovvero nel medesimo punto indicato da Giosuè Ruotolo agli inquirenti in riferimento alla sosta nel parcheggio. Una coincidenza bizzarra ma che ora potrebbe incastrare ulteriormente il presunto assassino di Trifone e Teresa. La difesa dell'imputato, tuttavia, è pronta a dimostrare in Corte d'Assise ad Udine come i due testimoni sopra citati siano i soli delle 47 persone chiamate a deporre, che avrebbero visto l'Audi la sera del duplice delitto. Secondo gli avvocati che difendono Ruotolo, dunque, le cose sarebbero andate diversamente: l'assassino di Trifone e Teresa sarebbe giunto dopo che Giosuè lasciò il parcheggio.

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