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TERRORISMO ISLAMICO/ Cassazione: indottrinare al martirio non è reato, assolti quattro jihadisti

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Se si tratta di sola teoria allora non è reato. In sostanza la Suprema corte italiana ha stabilito che se gli imam non insegnano anche a sparare o a farsi saltare in aria con esplosivo e iloro alunni non mettono in pratica queste azioni, possono continuare a educare i  giovani musulmani al terrorismo. Tanto basta che vadano in medio oriente e lì di pratica con le bombe ne faranno tranquillamente. Lo scorso luglio quattro jihadisti della moschea di Adria erano stati assolti dalle accuse di "addestramento al martirio di adepti da inviare nei luoghi di combattimento". Adesso sono state rese note le motivazioni perché i quattro, si legge erano "soltanto" impegnati a attività di indottrinamento e proselitismo "finalizzata a indurre una generica disponibilità a unirsi ai combattenti per la causa islamica e a immolarsi per la stessa". Una formazione teorica dunque che se non è affiancata con "l'addestramento al martirio di adepti da inviare nei luoghi di combattimento" non è reato. La Cassazione sottolinea poi che le conversazioni incriminate dei quattro furono intercettate nel 2009 e l'arresto avvenuto nel 2013 e in quegli anni non risulta che nessuno sia andato a combattere o commesso atti di terrorismo. Dunque per i nostri giudici poco importa se giovani islamici vengono indottrinati a farsi saltare in aria prima o poi, tanto "è solo teoria". Avrebbero almeno potuti condannarli per istigazione al suicidio, che in Italia è reato. Qualcuno si faccia delle domande.



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