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Cronaca

PAPA/ Erano preti, hanno moglie e figli: Francesco e l'abbraccio che non ti aspetteresti

Papa Francesco (LaPresse)Papa Francesco (LaPresse)

Francesco li ha cercati, forse anche per chiedere loro scusa. "Scusa di che?!" dirà qualcuno. Di una cosa, tra le tante: che, una volta lasciato il sacerdozio, ci siamo dimenticati della loro bella umanità. Qualcuno, da prete, era un finissimo teologo: sposandosi ha forse perduto la sua sapienza teologica? Pare proprio di sì. Qualcuno, in parrocchia, era una favola nel creare comunità: sposatosi, sembra aver perduto anche la leadership. Qualcuno, nel tempo del suo sacerdozio, testimoniava Dio con la bellezza dei suoi talenti: il giorno in cui si è sposato, sembra esser divenuto un incapace su tutti i fronti. Non è che, forse, la misericordia verso noi stessi sia una faccenda assai complicata anche per la Chiesa?

Francesco, sul finale, ha accelerato: esattamente come annotava il popolo latino, che era maestro nel prestare la voce alle sfumature. L'incontro con un gruppo di preti-sposati: giusto tra il giubileo dei carcerati e quello dei senza fissa dimora. Forse perché anche costoro, in fin dei conti, un po' lo sono: carcerati da giudizi senza clemenza, costretti alla penuria materiale, senza considerazione in seno alla Chiesa. Per anni, consacrando pane e vino, hanno portato Cristo ai fratelli: si sono fatti paciere tra il Cielo e la Terra, moderni Mosè nel riarso della secolarizzazione. Oggi sono loro che, muti e solitari, chiedono certezza della vicinanza di Cristo: è loro urgenza sapere d'essere ancora nel mirino dello sguardo di quell'Uomo. Il Papa si è fatto memoria di quella Presenza: ha portato loro Cristo. Esistesse una gerarchia nei gesti giubilari, comincerei dal secondo posto in giù. Il primo, per bellezza e tanto-cuore, andrebbe a quest'incontro. Al gesto di un padre nel cui cuore nessuna scelta oscurerà mai la bellezza di un'appartenenza familiare.

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COMMENTI
17/11/2016 - Bello (Giuseppe Crippa)

E’ un gesto davvero delicato, che apprezzo molto.