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PAPA/ La fine del Giubileo e il tempo della "debolezza" di Dio

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Papa Francesco (LaPresse)  Papa Francesco (LaPresse)

"Chi scopre di essere molto amato comincia a uscire dalla solitudine cattiva, dalla separazione che porta a odiare gli altri e se stessi. Spero che tante persone abbiano scoperto di essere molto amate da Gesù e si siano lasciate abbracciare da Lui. La misericordia è il nome di Dio ed è anche la sua debolezza, il suo punto debole. La sua misericordia lo porta sempre al perdono, a dimenticarsi dei nostri peccati. A me piace pensare che l'Onnipotente ha una cattiva memoria. Una volta che ti perdona, si dimentica. Perché è felice di perdonare. Per me questo basta. Come per la donna adultera del Vangelo 'che ha molto amato'. 'Perché Lui ha molto amato'. Tutto il cristianesimo è qui.

Non ci avevo mai pensato che Gesù e l'adultera avessero entrambi "molto amato". Eppure lo dice il Papa, anzi lo dice il vangelo: Gesù e l'adultera sono diversi in tutto ma uguali nell'amore, entrambi hanno molto amato.

Di tutto questo giubileo vorrei che mi rimanesse appiccicato, interiorizzato, questo sentirmi uguale a Dio almeno in qualcosa, anche piccolo, anche piccolissimo, ma qualcosa di uguale: l'amore. E da lì sentire la debolezza di Dio e picchiare duro. Sulla Sua misericordia. Chiusa una porta si apre un portone, dice il detto. Il Papa chiude una porta ma si apre un portone. Voglio che sia vero anche per l'anno di Misericordia che finisce. Che si apra per tutti qualcosa di ancora più grande.

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