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ABORTO E MISERICORDIA/ Toccare con mano il perdono di Dio

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Papa Francesco (LaPresse)  Papa Francesco (LaPresse)

Come narra il suo biografo Austen Ivereigh: "Il suo principale compito quotidiano era quello di confessore. Passava ore e ore ad ascoltare le sofferenze e i sensi di colpa degli studenti e dei professori dell'università, ma anche della gente dei barrios che arrivava nel centro della città perché i preti dei quartieri poveri la domenica erano troppo impegnati a dire messa per ascoltarne le confessioni. Bergoglio non aveva mai dedicato così tanto tempo a farsi strumento e veicolo del perdono e della misericordia. Questo lo ammorbidì, lo tenne vicino al pueblo fiel e lo aiutò a considerare i propri problemi da una prospettiva migliore" (Tempo di Misericordia. Vita di Jorge Mario Bergoglio, Mondadori 2014, pp.239-240).

Bergoglio è divenuto il Papa della misericordia anche perché, in un momento delicato della sua vita, ha vissuto l'esperienza della confessione. Ha toccato con mano come il perdono di Dio fosse in grado di sanare e di risollevare vite calate nella disperazione, chiuse nel proprio male, schiave di un passato che non tramontava.

Questa esperienza fa comprendere la centralità che ha il sacramento del perdono nell'ottica del Pontefice, una centralità che è stata al centro del Giubileo e che ora, con la Lettera Apostolica, prosegue oltre. Per questo uno dei punti cardine della Lettera è l'estensione ai sacerdoti, e non semplicemente al vescovo, del permesso di assolvere coloro che hanno praticato l'aborto, le donne al pari del personale medico coinvolto. "In forza di questa esigenza, perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d'ora innanzi a tutti i sacerdoti — scrive il Papa —, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario. Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l'aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell'accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione". 

La dichiarazione della Lettera Apostolica farà discutere. I critici del Papa rilanceranno la loro litania su un Pontefice troppo permissivo, su una Misericordia che trascura la legge, su un perdono che sminuisce il rilievo grave del peccato. In realtà il Papa non ha fatto altro che estendere a tutti il sacerdoti quel potere di assolvere da un  peccato grave, quale l'aborto è,  un privilegio che il vescovo poteva già accordare a taluni presbiteri. Ora questo privilegio è esteso a tutti. Con ciò non si favorisce il permissivismo — l'aborto, al pari di ogni omicidio, richiede un reale pentimento — bensì si rende manifesto, in forma ancora più evidente, il volto misericordioso di Dio che non arretra di fronte ad alcun peccato. E' la strada che Francesco ha indicato per la Chiesa di oggi e di domani.



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COMMENTI
25/11/2016 - Come sempre una guida sicura (ALBERTO DELLISANTI)

Non dispongo del Catechismo di San PIO X e non so definire quale sia la differenza tra il "dolore perfetto" menzionato dal Signor Crippa, e il dolore sincero a cui certo si riferiscono il Papa, e il Prof Borghesi con l'analisi e il commento dedicati. Ancora, non so che richiamo intenda fare Crippa a proposito di "presunzione di salvarsi senza merito". Analisi e commento di Massimo Borghesi non vedo come conducano alla presunzione citata, intendendola io da semplice conoscitore della lingua italiana. I critici di Francesco su un Pontefice che sarebbe troppo permissivo, su una Misericordia che pare trascurare la legge, e su un perdono che pare sminuire il rilievo grave del peccato, esistono ed è naturale che siano presenti al commentatore. Grazie Prof Borghesi. E grazie a Nostro Signore per la Provvidenza di Papa Bergoglio.

 
22/11/2016 - Dolore e presunzione (Giuseppe Crippa)

Ho apprezzato nel bell’articolo del prof. Borghesi i riferimenti all’importanza del sacramento della Confessione, tuttora trascuratissimo. Non capisco però l’immancabile accenno finale ai critici del papa, i quali, conoscendo il Catechismo di San Pio X, ben sanno che la misericordia di Dio perdona immediatamente i peccati dei quali ci sia “un dolore perfetto”, peccati che però devono comunque essere confessati prima di accedere nuovamente alla Comunione. Essi quindi sono ben lieti che una persona davvero pentita possa più facilmente confessarsi e semmai preoccupati che si incorra nei peccati contro lo Spirito Santo quale ad esempio “la presunzione di salvarsi senza merito”. NB. Per approfondire il significato dei virgolettati basta leggere i numeri 710 e 964 del citato Catechismo.