BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ABORTO E MISERICORDIA/ Quale legge può fermare l'amore di Cristo?

Pubblicazione:

Papa Francesco (LaPresse)  Papa Francesco (LaPresse)

Ma la narrazione di quanto è accaduto si unisce all'indicazione di un principio teologico e metodologico fondamentale e di inestimabile valore, la cui assunzione consapevole è decisiva per comprendere il cammino che la Chiesa è chiamata a proseguire, e cioè la prevalenza della carità rispetto al peccato. Così esprime questa verità (che si ritrova già in Padri e Dottori della Chiesa come Ambrogio, Agostino, Isacco di Ninive e altri, ma che oggettivamente è ancora non abbastanza presente alla coscienza dei fedeli e del clero) papa Francesco: "È questo un contenuto fondamentale della nostra fede, che dobbiamo conservare in tutta la sua originalità: prima di quella del peccato, abbiamo la rivelazione dell'amore con cui Dio ha creato il mondo e gli esseri umani. L'amore è il primo atto con il quale Dio si fa conoscere e ci viene incontro. Teniamo, pertanto, aperto il cuore alla fiducia di essere amati da Dio. Il suo amore ci precede sempre, ci accompagna e rimane accanto a noi nonostante il nostro peccato" (MM 5).

E' il desiderio di custodire e promuovere questo sguardo credente sul mondo, capace di mostrare l'originale (e ancora per molti versi inedita) portata conoscitiva della fede che riconosce il primato della carità divina, a muovere le determinazioni concrete che il Pontefice colloca nella seconda parte della lettera, e che si possono comprendere — evitando inconsistenti sensazionalismi tipici di una lettura totalmente superficiale — proprio come la modalità operativa attraverso la quale a nessun fedele viene tolta la possibilità di incontrarsi innanzitutto con la misericordia di Dio.

Tali determinazioni riguardano il consolidamento di decisioni già prese dal Papa in occasione del Giubileo straordinario: la prosecuzione del ministero dei Missionari della Misericordia; la concessione in via stabile e ordinaria "a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero" della "facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto", pur ribadendo tutta la gravità di tale delitto (MM 12); e, infine, il prolungamento della concessione per cui i fedeli che si rivolgono ai sacerdoti della Fraternità San Pio X (fondata da Marcel Lefebvre e ancora in difetto della piena comunione con la Chiesa Cattolica) ricevono da essi validamente l'assoluzione sacramentale.

Da queste decisioni concrete si passa — nella parte conclusiva del testo — all'indicazione delle opere di misericordia come fondamenti di una nuova cultura della misericordia stessa, rivolta a tutti per far comprendere come l'epoca che viviamo sia proprio "il tempo della misericordia". Siamo così condotti alla possibilità di leggere alla luce della Provvidenza il cambiamento epocale che stiamo vivendo.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
23/11/2016 - Per il signor Zamarion (Giuseppe Crippa)

A differenza del lettore che mi precede trovo molto bella questa presentazione del documento papale. Concordo però con lui circa il fatto che non ci sia nulla di rivoluzionario nelle affermazioni papali ed anzi qualcuna di esse (per esempio MM9) quasi mi commuove per quanto è lontana dalla triste realtà di un sacramento totalmente ignorato dalla grande maggioranza dei fedeli. Al signor Zamarion direi infine di non affermare neppure per scherzo che andrà all’inferno, perché disperare della salvezza eterna è effettivamente un peccato contro lo Spirito Santo, mentre pensare male, lo sappiamo tutti in Italia fin dai tempi di Andreotti, è esercizio di realismo.

 
23/11/2016 - Ma quale cambiamento epocale... (Massimo Zamarion)

Al netto dei sospiri e delle ridondanze fastidiosamente melense vorrei proprio capire dov'è la grande novità rispetto agli insegnamenti della Chiesa Cattolica da 2.000 anni a questa parte, visto che dai tempi di Cristo sappiano benissimo che l'unico peccato che non si può perdonare è il "peccato contro lo spirito"? O no? Dov'è la novità? Perché si vuole presentare come "cambiamento epocale" (urca...) ciò che non fa che confermare quello che si sapeva già? Essendo peccatore mi arrogo come l'infame Franti il privilegio di pensare poco misericordiosamente male (e la superbia nel peccato mi farà andare sicuramente all'inferno, nell'esistenza del quale credo fermamente) e perciò dico che in queste tirate vedo la mano di un "partito bergogliano" che vuole fare del Papa quello che non è e non può essere, cioè un rivoluzionario.