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ABORTO E MISERICORDIA/ Quale legge può fermare l'amore di Cristo?

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Papa Francesco (LaPresse)  Papa Francesco (LaPresse)

E non sembra azzardato pensare che proprio questo mutamento di giudizio sia stato uno dei frutti più ricercati e attesi da questo Giubileo, poiché già nella bolla di indizione Misericordiae Vultus si leggevano, l'11 aprile 2015, queste parole: "L'Anno giubilare si concluderà nella solennità liturgica di Gesù Cristo Signore dell'universo, il 20 novembre 2016. In quel giorno… affideremo la vita della Chiesa, l'umanità intera e il cosmo immenso alla Signoria di Cristo, perché effonda la sua misericordia come la rugiada del mattino per una feconda storia da costruire con l'impegno di tutti nel prossimo futuro. Come desidero che gli anni a venire siano intrisi di misericordia per andare incontro ad ogni persona portando la bontà e la tenerezza di Dio! A tutti, credenti e lontani, possa giungere il balsamo della misericordia come segno del Regno di Dio già presente in mezzo a noi" (MV 5).

Il desiderio che già allora papa Francesco esprimeva era quello di una misericordia offerta a tutti, "credenti e lontani", come "segno del Regno di Dio già presente in mezzo a noi". Questo riconoscimento diviene così il punto di partenza per uno sguardo credente al mondo e per un'azione ecclesiale che sia, sempre più limpidamente, trasparenza di un Altro che agisce. Saremo degni di questo tempo di grazia che ci è offerto?



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COMMENTI
23/11/2016 - Per il signor Zamarion (Giuseppe Crippa)

A differenza del lettore che mi precede trovo molto bella questa presentazione del documento papale. Concordo però con lui circa il fatto che non ci sia nulla di rivoluzionario nelle affermazioni papali ed anzi qualcuna di esse (per esempio MM9) quasi mi commuove per quanto è lontana dalla triste realtà di un sacramento totalmente ignorato dalla grande maggioranza dei fedeli. Al signor Zamarion direi infine di non affermare neppure per scherzo che andrà all’inferno, perché disperare della salvezza eterna è effettivamente un peccato contro lo Spirito Santo, mentre pensare male, lo sappiamo tutti in Italia fin dai tempi di Andreotti, è esercizio di realismo.

 
23/11/2016 - Ma quale cambiamento epocale... (Massimo Zamarion)

Al netto dei sospiri e delle ridondanze fastidiosamente melense vorrei proprio capire dov'è la grande novità rispetto agli insegnamenti della Chiesa Cattolica da 2.000 anni a questa parte, visto che dai tempi di Cristo sappiano benissimo che l'unico peccato che non si può perdonare è il "peccato contro lo spirito"? O no? Dov'è la novità? Perché si vuole presentare come "cambiamento epocale" (urca...) ciò che non fa che confermare quello che si sapeva già? Essendo peccatore mi arrogo come l'infame Franti il privilegio di pensare poco misericordiosamente male (e la superbia nel peccato mi farà andare sicuramente all'inferno, nell'esistenza del quale credo fermamente) e perciò dico che in queste tirate vedo la mano di un "partito bergogliano" che vuole fare del Papa quello che non è e non può essere, cioè un rivoluzionario.