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MALTEMPO & TERREMOTO/ Quando la natura si fa beffe dei (nostri) piani regolatori

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E mentre in Piemonte sale l'allarme e cresce la disperazione, nelle zone terremotate del Centro Italia bisogna capire cosa fare per il futuro. Il commissario per la ricostruzione Vasco Errani è alle prese con un cratere sismico che dopo la scossa di 6,5 di magnitudo dello scorso 30 ottobre si è allargato notevolmente. Il Senato ha approvato il nuovo dispositivo che la Camera licenzierà ai primi di dicembre. Molti comuni e danni innumerevoli. E il discorso sulla prevenzione, sulla sicurezza, sulla responsabilità di chi amministra le comunità torna alla ribalta con prepotenza. Errani pensa anche alle piccole comunità, paesi piccoli, ma anche centri di dimensioni un poco più grandi come Accumoli, che all'improvviso sono vuoti, disabitati, e che avranno difficoltà a ripopolarsi. L'Appennino umbro marchigiano, i Monti della Laga e i Sibillini rischiano di diventare come la Sila e l'Aspromonte. Ma la volontà di farli tornare a vivere, a respirare gli antichi ricordi degli emigrati che d'estate mettono i paesi a festa è viva e forte. Nonostante tutte le difficoltà. 

Rimane, di fondo, la necessità di un nuovo rapporto con la natura. L'attenzione, il rispetto. Ne va del futuro di tutti.



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