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COLLETTA ALIMENTARE 2016/ Da Aleppo ad Amatrice, il "mistero" in un sacchetto giallo

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Foto Piergiorgio Greco  Foto Piergiorgio Greco

E tra quest'ultimi, ci sono proprio loro, gli sfollati: "Abbiamo ricevuto tanto — dice — e dunque vogliamo dare quel po' che possiamo". Annamaria è l'albergatrice che li ospita, e conferma: "Molti sfollati non potevano venire a fare la spesa ma tutti mi hanno dato qualcosa, dicendomi di farla io per loro". Sono piccoli, ma incommensurabili gesti in cui si dona e si riceve contemporaneamente.

"Vendiamo cara la pelle" dice Cristiano Ceselli. Nella sua Tolentino, duramente colpita dal sisma di fine ottobre, ospita nel garage antisismico di casa sua ben venti sfollati. Molti di questi, oggi, erano con lui in uno dei nove supermercati dove si è svolta regolarmente la Colletta: "Non ci arrendiamo, e ci siamo messi in gioco con questo gesto concreto. Cosa ci abbiamo guadagnato? Abbiamo guadagnato il sorriso di tanta gente, spesso sfollata, che non chiedeva nemmeno di cosa si trattasse: ti guardava, sorrideva e tendeva la mano verso il tuo volantino e verso il sacchetto giallo. Gente che vuole dare perché sta già ricevendo molto. La carità non si ferma di fronte a niente". Un'esperienza educativa, quella della Colletta: "Da sempre — conclude Cristiano — proponiamo questo gesto alle scuole, che ormai lo inseriscono anche nel piano dell'offerta formativa. E anche quest'anno sono stati numerosi gli studenti che hanno voluto mettersi a disposizione. C'è un popolo nel popolo che commuove: l'esperienza vera vince su tutto". 

Anche Fiorella è di Tolentino. Vive in camper da qualche settimana e al termine della giornata di ieri, stanca, trova il tempo di raccontare quanto le è accaduto: "Sto tornando in macchina al camper, e sto piangendo. Questa giornata è finita, ho un forte mal di schiena, ma non è quello che mi fa piangere. Cosa c'è di diverso dagli altri anni? Forse che torno in camper... ma non è neanche il non aver casa, il più grande dei problemi. Mi rendo conto che forse il bisogno grande che ho dentro ora, scosso dalla realtà che vivo, è stato sollecitato dal gesto della Colletta, fino alla commozione. L'umanità che ho incontrato, Matteo che si arrabbia perché non tutti spendono 'almeno 1 euro'" e mi dice: 'Gesù non avrebbe fatto così: Lui non aveva niente e ha dato tutto' e, finito il suo turno, non se ne vuole andare fino a che la mamma se lo porta via tirandolo; la donna che mi dice di pensare a lei perché il marito è morto, Laura che rincorre un uomo che si commuove al suo raccontare la Colletta... che bisogno avrà lui, mi sono chiesta, per arrivare ad avere gli occhi lucidi? È tutto uno sconvolgimento dell'umano!".



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