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COLLETTA ALIMENTARE 2016/ Da Aleppo ad Amatrice, il "mistero" in un sacchetto giallo

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Foto Piergiorgio Greco  Foto Piergiorgio Greco

Da qualche anno la Colletta è un'occasione privilegiata per donare e ricevere per tanti detenuti in regime di messa alla prova. Al magazzino di San Benedetto del Tronto se ne incontrano due, infaticabili: danno una mano a sistemare i pacchi che arrivano in continuazione durante tutto il giorno. "Stiamo pagando per i nostri errori — dicono — ma questa è un'occasione unica per sentirsi utili. E quale utilità maggiore di dar da mangiare ai poveri?" Inizia anche con questo gesto un riscatto di cui sentono un grande bisogno. L'esuberanza di Danilo e Nicola, detenuti del carcere di Pescara, è coinvolgente: quasi non credono ai loro occhi di poter essere utili, di trasformare in un po' di bene il male che li condanna. Donano volantini e sorrisi e pacche sulle spalle a tutti. E ricevono una speranza: "L'amore vince e purifica tutto" dice a Nicola una suora all'uscita del supermercato nel capoluogo adriatico. Nicola si commuove. Sta donando la sua giornata di libertà, sta ricevendo una consolazione.

Musulmani, bengalesi, rumeni e sudamericani di Milano si sono ritrovati in un supermercato della famigerata via Padova. Là dove spesso regna la divisione, ora fa capolino il giallo della simpatia umana che mette insieme al di là degli steccati. Ci si può forse dividere sulla carità? "Per me è un onore partecipare alla Colletta per aiutare i poveri. La religione, l'islam, mi insegna a fare opere di bene" dice una ragazza che, come tanti altri, ha risposto positivamente all'appello lanciato qualche giorno fa dall'imam Asfa Mahmoud, presidente della Casa della Cultura islamica: "Tante persone hanno accolto il nostro invito — dice Mahmoud — e in questo modo diamo anche un'immagine diversa di via Padova". Hanno donato il loro tempo lieti, questi volontari delle nazionalità più disparate. Hanno ricevuto in cambio una bella notizia: la carità unisce, mette insieme, rende gioiose le persone.

All'estremo opposto, in Sicilia, è accaduto qualcosa di simile: a Catania l'arcivescovo metropolita, Salvatore Gristina, e l'imam della Moschea della Misericordia, Kheit Abdelhafid, hanno fatto insieme la Colletta Alimentare. Monsignor Gristina parla apertamente dei "carissimi amici della comunità musulmana". Con loro da tempo fa un percorso comune, all'insegna della fratellanza e della condivisione. E ieri ritrovarsi in un supermercato con la pettorina gialla è stata una cosa quasi naturale. Gomito a gomito, vescovo e imam hanno consegnato sacchetti e ricevuto cibo. Dare e ricevere: il pendolo della Colletta oscilla incessantemente anche qui.



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