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COLLETTA ALIMENTARE 2016/ Da Aleppo ad Amatrice, il "mistero" in un sacchetto giallo

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Foto Piergiorgio Greco  Foto Piergiorgio Greco

Alla fine diventa davvero impossibile rispondere alla domanda: si dona o si riceve con la Colletta? Sicuramente si dona tanto. Si dona cibo — e a breve sapremo quanto — ma anche tempo ed energie, come fa da vent'anni quell'esercito di volontari che colora di giallo l'intera penisola l'ultimo sabato di novembre. Ma si dona anche altro: un sorriso e un significato, ad esempio. 

Ieri, per tutta la giornata, tre volontari speciali hanno accolto incessantemente clienti in un supermercato a Santa Domenica di Ricadi, vicino a Tropea: si tratta di una famiglia di Aleppo — padre, madre e figlia — giunta in Calabria dopo aver abbandonato la loro città martoriata dalle bombe. In Siria ci erano tornati anni fa, dopo aver trascorso già diversi anni in Italia: il padre, infatti, era interprete per i governi della prima repubblica, da Andreotti a Craxi. Dopo le ultime, cruente battaglie, la decisione di tornare al sicuro in Italia. Ora in Calabria vivono in una casa messa a disposizione da una persona che, tempo fa, aveva partecipato ad una cena di solidarietà nel corso della quale c'era stato un videocollegamento con la Siria, e che aveva chiesto di poter essere utile in qualche modo al popolo di Aleppo. "Appena arrivati in Italia abbiamo iniziato a condividere le loro difficoltà — racconta Sergio Camporeale — e li abbiamo invitati a partecipare alla Colletta. Si sono subito coinvolti, ma siamo rimasti letteralmente sbalorditi dal loro stupore e dalla loro gratuità assoluta: non la finivano di ringraziare quanti donavano cibo. In particolare, si sono commossi quando un'anziana, alla consegna del sacchetto, aveva pesantemente sbottato ma poi è uscita con mezzo carrello pieno per la Colletta. Il loro stupore, accanto alla loro umanità ferita, ci ha richiamati potentemente al senso di questo gesto di fine novembre. Ci ha ridetto con forza il significato di ciò che facciamo da tanti anni". Loro, in fuga da Aleppo, hanno sorriso in continuazione, e donato una speranza a quanti hanno incontrato, a partire dai "colleghi" volontari in giallo, che hanno ricevuto in cambio un sussulto d'umanità imprevedibile. 

Si dona e si riceve nelle terre terremotate. "Siamo stati aiutati tanto, e siccome stiamo qui senza far niente, aiutiamo chi ha bisogno" dice una volontaria a Porto d'Ascoli. È una sfollata di Amatrice, quasi rasa al suolo dal terremoto di fine agosto. Le sue giornate, in un hotel sulla costa, sono spesso noiose: la Colletta è un'occasione per rimettere a posto tante cose ancora traballanti per via di un sisma di cui si sa l'inizio ma non si intravede la fine. Lei con suo marito e altri tre amici di Accumuli donano tempo, i bisognosi ricevono cibo.



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