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SCANDALO ADOZIONI / Uk, le scuse dell’Arcivescovo di Westminster per le agenzie ‘cattoliche’ del passato: vendevano i bimbi di ragazze madri

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Immagini di repertorio (Foto: LaPresse)  Immagini di repertorio (Foto: LaPresse)

SCANDALO ADOZIONI IN GRAN BRETAGNA, LE SCUSE DELL’ARCIVESCOVO DI WESTMINSTER: IL CRIMINE DI ALCUNE AGENZIE (OGGI, 3 NOVEMBRE 2016) - Uno scandalo durato decenni nel passato in Gran Bretagna che vedeva le adozioni di piccoli figli di ragazze madre o donne single “venduti” dopo essere stati strappati dalle genitrici. Uno scandalo che è stato raccontato negli anni a vincere e che ha coinvolto spesso istituti religiosi o semplici adozioni che millantavano il collegamento con la Chiesa Cattolica. Il caso riscoppia oggi in Gran Bretagna per le parole di scuse forti usate dal Vescovo di Westminster Vincent Nichols che in un documentario di ITV ha raccontato la sua versione. «Chiedo scusa a nome di tutta la Chiesa Cattolica per il danno enorme provocato da alcune agenzie legate a istituti religiosi. Riflettevano i valori sociali di quell’epoca, e sono stati spesse volte manchevoli di attenzione e sensibilità». Un danno gravissimo per molte famiglie già divise ma anche strappate del loro unico figlio perché considerate “indegne e peccatrici” visto il concepimento di un bambino fuori dal matrimonio. Non solo, a volte le ragazze venivano messe in convento e i bambini venduti da queste agenzie che con il senso ultimo del Cristianesimo e dell’umana libertà c’entravano davvero ben poco. Più di mezzo milione di adozioni di questo tipo ci sono state per 30 anni prima di un cambiamento della legge nel 1976, quanto le autorità locali hanno verificato la responsabilità di queste agenzie in Gran Bretagna.

SCANDALO ADOZIONI IN GRAN BRETAGNA, LE SCUSE DELL’ARCIVESCOVO DI WESTMINSTER: LA STORIA DI DIANA (OGGI, 3 NOVEMBRE 2016) - Sullo scandalo delle adozioni in Gran Bretagna, dopo le scuse umili e coraggiose del Vescovo di Westminster, tornano a far parlare sulla BBC e su tutti i media inglesi: il passato ritorna e quelle adozioni poco pulite negli anni Sessanta e Settanta pesano ancora come macigni. Prima della svolta dello stato assieme al mea culpa della Chiesa, molte adozioni coinvolti bambini nati da madri giovani non sposate, spesso sorvegliati da organizzazioni di volontariato con i collegamenti religiosi. Alcuni di questi giovani madri hanno detto che erano sotto pressione a rinunciare i loro bambini: una di queste storie è stata raccolta dalla BBC che ha narrato le condizioni di una giovane madre di allora, Diana. «Nel 1974, Diana è stata mandata via dalla sua casa di Londra, quando, a 16 anni, è rimasta incinta con sua figlia. È stato un momento molto difficile con il padre che mi aveva abbandonato", ha detto a Radio 5 Live. "Ho fatto finta che tutto era OK e non ha detto a nessuno». Mandata via anche dalla madre che non voleva avere a che fare con il futuro nascituro, non ha avuto assistenza pre natale e poi è stata “aiutata” da un gruppo di suore che però, racconta Diana ora cresciuta, hanno venduto il bimbo sotto accordo anche della madre di Diana. Si riunì quando la figlia aveva compiuto 18 anni e la coppia ora ha un rapporto, ma questo non ha risolto tutti i problemi. «Non si può mai ottenere il tempo che avete perso di nuovo» ha detto. «Abbiamo un buon rapporto, ma ci sono ancora centinaia di migliaia di persone che non hanno la gioia di un rapporto con il loro bambino». Il Vescovo ha commentato così con dolore e con la preghiera per tutte le vittime di questa pratiche oscene, «comprendo e riconosco il dolore fortissimo causato dalla rinuncia di un bambino attraverso l'adozione».



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