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CHAPECOENSE/ Come il Grande Torino, in un aereo che cade c'è il mistero della vita

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Il lutto dei tifosi (LaPresse)  Il lutto dei tifosi (LaPresse)

La tragedia di Medellin ci riporta alla realtà, ci porta a riprendere coscienza del fatto che la vicenda di quell'incredibile squadra che fu il grande Torino, così come quella della sorprendente Chapecoense che spiazzando tutti si era guadagnata la finale della Copa Sudamericana, sono vicende misteriosamente reali. Che lasciano senza fiato nella loro incomprensibile grandiosità. 

Oggi poi è tutto reso ancora più visibile e vicino dai nuovi mezzi di comunicazione. Circola in rete anche un video, con i giocatori brasiliani che festeggiano danzando negli spogliatoi la conquista della finale, di quella stessa finale per raggiungere la quale hanno pochi giorni dopo incontrato la morte. 

Sono immagini sconvolgenti, viste oggi. Così come erano sconvolgenti, più di sessant'anni fa, le immagini raccontate da Montanelli, che dalla sua finestra che dava su piazza San Marco a Milano vedeva i ragazzini leggere con le lacrime agli occhi le cronache dei giornali.

Un tremendo parallelo storico, dicevamo. Un confronto che per un attimo, insieme a tanta tristezza e sgomento, ci permette di riportare tutto, anche il sempre più prosaico spettacolo del calcio moderno, a un piano più alto, e più profondo. Il mistero della vita bussa in maniera strana e capricciosa. E allora, insieme al Chapecoense con il suo triste destino, anche il vecchio grande Torino esce una volta per tutte dal mito, per tornare a pieno titolo nella realtà. Una realtà però trasfigurata, fatta di domande ultime e drammatiche, che per qualche giorno daranno al calcio giocato in tutte le parti del mondo un aspetto diverso. E forse, nel grande mistero delle cose, tutto questo in qualche modo servirà.



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