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TIZIANA CANTONE / Video hot, Facebook e indagati: la madre, "non è stata mia figlia a divulgarli" (oggi, 6 novembre 2016)

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Tiziana Cantone  Tiziana Cantone

TIZIANA CANTONE VIDEO HOT: ISTIGAZIONE AL SUICIDIO? SECONDO LA MADRE NON E' STATA LEI A DIVULGARE I VIDEO (OGGI, 6 NOVEMBRE 2016) - I riflettori restano accesi sul caso di Tiziana Cantone, la giovane 31enne napoletana morta suicida lo scorso settembre per non essere riuscita a tollerare il peso dell'umiliazione in seguito alla diffusione di alcuni suoi video hard. Ad intervenire oggi, ai microfoni di Sky Tg24 è stata nuovamente la madre, Maria Teresa Giglio, la quale ha puntato il dito contro l'ex fidanzato: "Io penso proprio che sia lui il regista di tutto", ha asserito. A detta della madre, Tiziana Cantone nel momento in cui aveva deciso di andare a convivere con questo uomo aveva iniziato a non essere più se stessa: "Era come depersonalizzata, più volte aveva cercato di interrompere questa relazione". Maria Teresa Giglio ha quindi voluto ribadire un aspetto saliente dell'intera vicenda: "Voglio precisare una cosa importante, che tutte queste cose, riguardo ai video che sono stati diffusi in rete, non è stata mia figlia a divulgarli". Secondo le parole della donna, dunque, l'autore di tutto potrebbe essere stato proprio l'ex fidanzato di Tiziana Cantone e se così fosse, ovviamente, l'intero caso si ribalterebbe.

TIZIANA CANTONE VIDEO HOT: ISTIGAZIONE AL SUICIDIO? IL COMMENTO DURISSIMO DI VITTORIO FELTRI (OGGI, 6 NOVEMBRE 2016) - Il caso di Tiziana Cantone ha smosso l'opinione pubblica portando a diversi commenti anche da parte di personaggi celebri. E' il caso di Vittorio Feltri che come riporta NapoliToday.it si è espresso con commenti pesantissimi destinati a fare molto discutere. "Non c'è niente di più riservato di un contatto sessuale, ma se tu stessa lo rendi pubblico, poi non hai diritto di lagnartene", sono state le parole del giornalista. Ancora più duro il seguito, nel quale ha descritto Tiziana Cantone come una vittima: "Chi è causa del proprio male, pianga se stesso, ma eviti di uccidersi tentando di trasformarsi in vittima". In seguito ha preso le difese di Facebook definendo il social network chiamato in causa insieme ad altri colossi del web "un registro su cui ciascuno annota quel che gli garba". Feltri ha infierito ancora e dopo aver ribadito quali sono stati i tristi passaggi della vicenda che ha portato al suicidio di Tiziana Cantone, rivolgendosi alla 31enne napoletana che ha deciso di mettere la parola fine alla sua esistenza due mesi fa ha aggiunto: "Ma benedetta donna, cosa ti aspettavi dal tuo impudente gesto? Che ti assegnassero il Nobel?".

TIZIANA CANTONE VIDEO HOT: ISTIGAZIONE AL SUICIDIO? LINK VIDEO DIFFUSI ANCHE DOPO LA MORTE (OGGI, 6 NOVEMBRE 2016) - Nel trambusto di questi giorni con la riapertura “pubblica” del caso di Tiziana Cantone, dovuta agli ultimi procedimenti giudiziari avvenuti in questi ultimi giorni, si è perso a livello di opinione pubblica una richiesta e denuncia fatta dagli avvocati della famiglia di Tiziana Cantone e Maria Teresa Giglio. «Video hard con Tiziana Cantone protagonista sono stati pubblicati anche dopo la sua morte», lo rendono noto i legali della madre della 31enne di Mugnano. In sostanza gli avvocati Orefice e Imperato hanno voluto chiarire una volta per tutti che i reati sui video hard di Tiziana Cantone sono stati diffusi anche dopo il suicidio, «almeno cento gli url dei video su Tiziana, anche di assurde parodie, segno della totale mancanza di umanità», dimostrando così come la mancata rimozione dei suddetti video sia ancora più grave.

TIZIANA CANTONE VIDEO HOT: ISTIGAZIONE AL SUICIDIO? SOCIOLOGO PADULA, “FACEBOOK DEVE AUTOEDUCARSI!” (OGGI, 6 NOVEMBRE 2016) - Tiziana Cantone e il caso attorno al suicidio dopo mesi di sfottò per i video hot diffusi illegalmente: negli ultimi giorni, come potete leggere qui sotto, le novità a livello processuale, ma resta di fondo un problema molto più profondo secondo noi. Un passaggio di etica e forse più di livello educativo dei nuovi social media e delle nuove generazioni che nascono praticamente immersi nel problema del web. È stato chiesto da Radio Vaticana al sociologo e presidente di Aiart - Associazione Italiana Telespettatori - Massimiliano Padula che ha parlato proprio di una sorta di educazione necessaria. «Le colpe sono sostanzialmente quelle di aver diffuso in maniera virale - e quindi attraverso molteplici pagine sul noto social network - delle immagini o dei contenuti parodistici e sarcastici relativi alla vicenda di Tiziana Cantone e soprattutto al video virale diffuso in Rete». Secondo Padula serve davvero una riflessione “etica”: «Credo che Facebook, come tutti i colossi dell’Information Technology, del Web e della cultura digitale, debba in un certo senso autoeducarsi e quindi porre al primo posto la dignità della persona, l’attenzione e la cura ai contenuti anche se – nello stesso tempo – l’infinitezza, l’enorme disponibilità e la profondità dei contenuti veicolati dal Web e dal digitale impediscono una regolamentazione e un processo di formalizzazione educativa che sia veramente efficace».

TIZIANA CANTONE VIDEO HOT: LA BATTAGLIA DI MAMMA MARIA TERESA NON SI FERMA: IL PM INDAGA ANCORA PER ISTIGAZIONE AL SUICIDIO (OGGI, 6 NOVEMBRE 2016) - Maria Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone, si prepara ad una nuova battaglia legale. Il suicidio della 31enne è avvenuto a causa del video hard diffuso sul web e replicato in centinaia di siti. Proprio questi ultimi sono stati individuati dai legali della famiglia Cantone, l'avvocato penalista Andrea Imperato ed il civilista Andrea Orefice, in cui tutt'oggi sarebbe presente il filmato hot. Un gesto che denota come il cyberbullismo non si fermi nemmeno di fronte alla morte di Tiziana Cantone, spinta al suicidio da azioni similari, ma che ora la madre si prepara a combattere. Forte della vittoria ottenuta su Facebook Ireland, che è stata obbligata dal Tribunale Civile di Napoli Nord a rimuovere i contenuti illeciti, Maria Teresa Giglio è decisa ad affrontare anche i siti web che contengono ancora le immagini hot della figlia. "Per questo attiveremo il Garante", ha affermato Orefice al Secolo XIX, "con l'indicazione nel reclamo degli url, chiedendo che li rimuova e ne inibisca la successiva pubblicazione". Gli indirizzi dei siti web riguardano soprattutto contenuti porno, ma anche Youtube, dove fino a pochi giorni fa era ancora presente il video. Continuano ad essere aperte inoltre le inchieste collegate alla denuncia che la stessa Tiziana Cantonefece mesi fa sulle quattro persone del suo paese coinvolte nella pubblicazione del filmato, oltre che all'indagine su istigazione al suicidio. Il pm Francesco Greco sta preparando in questi giorni una rogatoria con cui obbligare la Apple a sbloccare lo smartphone di Tiziana Cantone, per tracciare lo storico di messaggi ed immagini contenuti in precedenza. Nel frattempo, la madre della vittima, Maria Teresa Giglio, continua la propria battaglia mediatica e sarà presente questa sera nella puntata del Maurizio Costanzo Show.

TIZIANA CANTONE, VIDEO HOT: FACEBOOK DOVEVA SORVEGLIARE. LA MADRE:"NON ARCHIVIATE LE INDAGINI" OGGI, 5 NOVEMBRE 2016) -Lo scossone determinato dalla sentenza del Tribunale di Napoli Nord, che nella giornata di ieri ha respinto il reclamo di Facebook contro l'ordinanza che obbligava il social network a rimuovere le pagine riportanti il video hot di Tiziana Cantone, potrebbe non essere l'ultimo nella vicenda della ragazza campana che ha scelto il suicidio alla gogna. Nella giornata di giovedì infatti, come riporta la versione online de Il Corriere della Sera, la Procura di Napoli aveva chiesto l'archiviazione delle indagini nei confronti dei 4 indagati per diffamazione, gli "amici" ai quali Tiziana aveva inviato il video del suo rapporto orale: gli unici, dunque, che avrebbero potuto pubblicarlo sul web. L'intenzione della madre di Tiziana, Maria Teresa Giglio, è quella di depositare al gip una memoria con la quale chiedere il respingimento della richiesta di archiviazione proprio in ragione del provvedimento civile contro Facebook, chiedendo inoltre di approfondire le indagini verso coloro che hanno contribuito al crollo psicologico di Tiziana postando commenti osceni e sfottò.

TIZIANA CANTONE, VIDEO HOT: FACEBOOK DOVEVA SORVEGLIARE. LA PORTAVOCE DEL SOCIAL NETWORK:"ACCETTIAMO LA DECISIONE"(OGGI, 5 NOVEMBRE 2016) - Dopo la decisione del tribunale di Napoli Nord, che ha scelto di respingere il reclamo di Facebook contro l'ordinanza che accusava il social network di non aver esercitato il giusto controllo nella vicenda che ha portato al suicidio della 31enne Tiziana Cantone per la diffusione contro la sua volontà di un video hot che la vedeva protagonista, è arrivato il commento del colosso del web alla sentenza. Come riporta blitzquotidiano.it, una portavoce di Facebook ha dichiarato:"Accogliamo questa decisione perché chiarisce che gli hosting providers non sono tenuti al monitoraggio proattivo dei contenuti. Non tolleriamo contenuti che mostrino volgarità o prendano di mira le persone per denigrarle. Contenuti come questi vengono rimossi non appena ne veniamo a conoscenza. Siamo profondamente addolorati per la tragica morte di Tiziana e confermiamo il nostro impegno a lavorare con autorità locali, esperti e Ong per evitare che accada di nuovo".

TIZIANA CANTONE, VIDEO HOT: FACEBOOK DOVEVA SORVEGLIARE. RECLAMO AL GARANTE DELLA PRIVACY CONTRO 100 SITI WEB (OGGI, 5 NOVEMBRE 2016) - La mamma di Tiziana Cantone, la ragazza di 31 anni che si è suicidata lo scorso 13 settembre dopo la gogna mediatica di cui è stata vittima per alcuni suoi video hot finiti in rete, lancia una sfida contro i siti web in cui compaiono ancora i filmati. Come riportato da Tgcom24 i legali della donna stanno infatti preparando un reclamo da presentare al Garante della privacy con l'obiettivo di ottenere la rimozione dei video hot da oltre 100 siti online. Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone, dopo aver vinto la battaglia giudiziaria contro Facebook, non smette quindi di cercare giustizia per la figlia che ha deciso di togliersi la vita: la ragazza di Mugnano in provincia di Napoli aveva anche cercato di rifarsi una vita in Toscana dove si era trasferita per un periodo di tempo ma senza riuscirci, e una volta tornata nella sua città di origine, si è suicidata. Gli avvocati della mamma di Tiziana Cantone stanno ora procedendo contro i siti web dove circolano ancora i video hot della ragazza: "Sono almeno cento gli url dei video su Tiziana, anche di assurde parodie, segno della totale mancanza di umanità", sottolineano i legali.

TIZIANA CANTONE, VIDEO HOT: FACEBOOK DOVEVA SORVEGLIARE. IL LEGALE DELLA FAMIGLIA:"ORA SVELI CHI HA CREATO LE PAGINE DELLA GOGNA" OGGI, 5 NOVEMBRE 2016) -Dopo la decisione del Tribunale di Napoli Nord, che ha respinto parzialmente il reclamo di Facebook per la cancellazione dei video hot di Tiziana Cantone, è il legale della madre della ragazza suicida, Andrea Orefice, a commentare a Corriere.it la sentenza con soddisfazione:"È una pronuncia molto equilibrata perché introduce il principio, rigettando quanto asseriva Facebook, secondo cui un hosting provider, pur non avendo un generale obbligo di sorveglianza su tutto quanto viene pubblicato sui propri spazi, deve però rimuovere le informazioni illecite, quando arriva la segnalazione di un utente. È quello che è avvenuto nel caso di Tiziana. E non deve attendere che il sia Garante della Privacy oppure il giudice ad ordinargliene la rimozione. "Facebook", prosegue l'avvocato Orefice, "ha ora l’obbligo morale di fornire tutti gli elementi utili a individuare le generalità di quelle persone che, nascoste dietro falsi profili, hanno aperto le pagine su cui sono state caricati quei contenuti diffamatori, tra link, video e commenti offensivi, che hanno contribuito a creare quella gogna mediatica che ha determinato in Tiziana quello stato di prostrazione che l’ha portata alla morte. La madre di Tiziana", chiosa il legale, "auspica che Facebook ora collabori concretamente con le due Procure impegnate nelle indagini penali"."

TIZIANA CANTONE, PROCESSO VIDEO HARD: PERCHE' L'OBBLIGO DI RIMOZIONE E' RIVOLUZIONARIO (ULTIME NOTIZIE OGGI, 5 NOVEMBRE 2016) - La decisione del Tribunale civile di Napoli Nord di respingere parzialmente il reclamo di Facebook contro l'ordinanza del Tribunale stesso per la cancellazione dei video hard di Tiziana Cantone è rivoluzionaria secondo l'avvocato Fulvio Sarzana. Non sussiste l'obbligo per l'hosting provider di controllare preventivamente le informazioni caricate sulle varie pagine, ma può rimuoverle quando ciò viene richiesto dagli utenti. "L'ambito di applicazione del provvedimento, insomma, va molto al di là del caso specifico di Tiziana Cantone", scrive l'avvocato su Il Fatto Quotidiano, precisando che la segnalazione per la rimozione dei contenuti già online non deve essere fatta dall'Autorità amministrativa competente, come il Garante della Privacy, o dall'Autorità giudiziaria: si apre un'autostrada, dunque, per chi vuole chiedere la rimozione di foto, video e post a prescindere dal motivo. Inoltre, "il provvedimento emesso in sede di reclamo non è in alcun modo impugnabile, nemmeno in Cassazione, attraverso l’art. 111 della Costituzione". 

TIZIANA CANTONE, PROCESSO VIDEO HARD: FACEBOOK RISPONDE DOPO L'ISTANZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI (ULTIME NOTIZIE OGGI, 5 NOVEMBRE 2016) - Il caso di Tiziana Cantone resta ancora al centro delle cronache, a due mesi dalla sua morte per suicidio in seguito a mesi di sfottò e insulti per i video hard diffusi contro la sua volontà: in due giorni una serie innumerevole di novità, dopo settimane di silenzio. Prima la richiesta di archiviazione per i quattro indagati con l’accusa di diffamazione per diffusione dei video hard fatta ai pm di Napoli, poi l’inchiesta parallela di Napoli Nord che invece ieri ha respinto l’istanza di Facebook, sentenziando in pratica l’obbligo del social network di rimuovere la pagine con gli sfottò a Tiziana Cantone, e annessi link ai video hot. Come riporta il Corriere della Sera, «con ordinanza ha parzialmente rigettato il reclamo di Facebook Ireland, dando invece ragione alla madre di Tiziana, Teresa Giglio, che è assistita dagli avvocati Andrea Imperato e Andrea Orefice. In precedenza,a inizio settembre, il legale di Tiziana riuscì ad ottenere l’ok del giudice sul ricorso ex art. 700 per la rimozione di link, video e profili con insulti». Ora la nuova replica di Facebook che in pratica accetta la decisone dei tribunali campani e sottolinea però di non c’entrare con la morte della bella 31enne napoletana: «Accogliamo questa decisione perché chiarisce che gli ‘hosting providers’ non sono tenuti al monitoraggio proattivo dei contenuti»: è il commento di un portavoce di Facebook. «Non tolleriamo contenuti che mostrino nudità o prendano di mira le persone per denigrarle. Contenuti come questi vengono rimossi non appena ne veniamo a conoscenza. Siamo profondamente addolorati per la tragica morte di Tiziana e confermiamo il nostro impegno a lavorare con autorità locali, esperti e Ong per evitare che accada di nuovo». 



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