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PAPA/ Missionari della misericordia, gli "artefici" della carezza di Dio

Pubblicazione:mercoledì 10 febbraio 2016

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Ieri il Papa ha incontrato gli oltre 700 sacerdoti "missionari della misericordia " — in tutto 1142 — di cui parla la Misericordiae Vultus e che dovranno da oggi, mercoledì delle ceneri, essere segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in cerca del suo perdono: predicatori convincenti della Misericordia, annunciatori della gioia del perdono, confessori accoglienti, amorevoli, compassionevoli e attenti specialmente alle difficili situazioni della singole persone.

L'incontro è stato ieri ma la notizia vera comincia da oggi. Sarà però una notizia senza cronaca, perché per questi missionari non ci saranno filmati né interviste perché non parleranno di ciò che fanno. Eppure la loro è proprio una missione: inviati dall'amore di Dio per l'amore di Dio. Pastori mandati alle pecore. Hanno anche una terra di missione: siamo noi, la nostra coscienza, i nostri atti, insomma la nostra vita. Come ha detto ieri il Papa: dinnanzi a loro non c'è il peccato, c'è il peccatore, il peccatore pentito.

Costruiranno ospedali anche loro. Anche loro distribuiranno medicine e cureranno e ridaranno salute e vita. I confessionali e il loro cuore saranno il nostro ospedale, Cristo la loro medicina, il perdono e la pace la loro cura.

Che caratteristiche ha un ottimo medico? Una volta ne ho incontrato uno, e dico che è quello che è stato malato della malattia che ora cura negli altri. In lui la sapienza medica si unisce a quella umana. Le sue mani sono più delicate perché non solo conosce quello che va a curare ma perché conosce "su di sé" quello che va a curare. Sa il  male che fa e sa il bene che può fare la sua arte. Un buon missionario della misericordia che caratteristiche ha?  Ha le caratteristiche di quest'ottimo medico: sa di essere peccatore e deve ricordarselo.

Il perdono è un mistero ricco e profondo. Non lo si capisce se non ci si immerge. Noi non diamo i nostri peccati al confessore. Diamo noi stessi. Diamo noi stessi a Gesù. Quando diciamo che Gesù si è caricato dei nostri peccati, si è fatto peccato per noi, diciamo il vero ma non tutto il vero. Gesù si è caricato noi, sulle spalle. Ecco perché il suo giogo è leggero, perché siamo noi. E l'amore rende leggero ogni peso. Le madri non fanno così? Non stanno sveglie per amore, non soffrono per amore? Pesa? Sì, ma è l'amore che ce lo mette sulle spalle.

"Si faranno artefici", dice la Misericordiae Vultus. Sì, artefici. Perché verremo perdonati con la loro voce così come i nostri peccati avranno il nostro accento regionale. Si va dagli uomini per amare gli uomini. “Il perdono è una carezza di Dio e non un decreto di Dio”, ha detto Papa Francesco. E le carezze richiedono la distanza massima di un braccio.


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