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Sanremo 2016/ Elton John ignora i gay e il Family day. Chi vince?

Pubblicazione:mercoledì 10 febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 10 febbraio 2016, 16.43

Elton John (Infophoto) Elton John (Infophoto)

Stesso livello è stato raggiunto da Franco Grillini, presidente di Gaynet, che ha invece invitato Elton John a parlare apertamente del suo matrimonio gay e dei figli avuti grazie all'utero in affitto e che crescono in una coppia gay: "Figuriamoci se un gigante come Elton John prende gli ordini di servizio dai nanerottoli della destra italiana" ha detto, commentando quanti volevano che l'artista inglese si limitasse a cantare. 

Nanetti tutti quanti, da una parte e dall'altra, sempre pronti a mettere le mani avanti a difesa del proprio muro, pensando che la gente sia così stupida da farsi manipolare da pochi minuti di televisione, o pronti ad accaparrare l'artista di turno per schierarlo sotto la propria bandiera. Elton John non ha preso ordini da nessuno. Elton John è venuto a Sanremo, ha suonato e ha cantato (invero molto male, ormai la voce ridotta a un ringhio, che peccato) come fanno i musicisti. No, a dire il vero ha anche parlato: ha invitato tutti ad assumere "l'approccio cristiano per aiutare le persone che soffrono in un mondo in cui, per molti, vivere è difficile", ha detto quando Carlo Conti gli ha chiesto dei suoi tanti impegni benefici. Ops, non ha parlato né a favore né contro le unioni civili. Alla fine chi ha vinto? Fateci sapere.




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COMMENTI
10/02/2016 - INDOVINA CHI VINCE? - 2 (Massimo Mascolo)

Questi “hobbit” vanno in piazza, ma di norma incontrano le persone e vivono sulla loro pelle l’incontro personale, le ferite e le contraddizioni del mondo; quando è loro concesso, dialogano con tutti e cercano serenamente la verità; non posseggono la verità, ma, direbbe Benedetto XVI, sono posseduti dalla verità e quindi sull’argomento ci vanno umili, ma non sottomessi, in interiore homine, ma anche in tutti i luoghi e i tempi in cui si rende necessaria una testimonianza. Presentati i tre polli, cosa fa Vites? Si schiera col primo pollo e dice che le due “parti”, nanetti entrambe, fanno muro e si dividono su tutto e quindi non sono bravi come il primo pollo che invece, essendo al di sopra, al di là della arrogante definizione di bene e di male, tra un dialogo e l’altro e tra una serena ricerca della verità e un approccio cristiano filantropico, fa approvare una legge incivile e prepara il terreno al vero fine: colonizzazioni ideologiche ed educazione dei piccoli all’uomo nuovo, antropologicamente ricreato a tavolino. Bravo Vites, vuol sapere chi vince? Tutti i veri giganti come lei che hanno capito da che parte stare.

 
10/02/2016 - INDOVINA CHI VINCE? - 1 (Massimo Mascolo)

Ma sir Vites c’è o ci fa? Dichiara di essersi accorto che l’invito a sir Elton non è solo per meriti artistici, ma è anche una furbata della RAI perché si beccassero i due polli manzoniani. In realtà Vites non si è accorto che i polli in questo caso non sono due, bensì tre e lui è espressione del terzo pollo: quello che dice di essere al di sopra delle altre due parti/polli, che è contrario ad approcci divisivi e minimizza la posta in gioco di questo momento storico. Questa però è esattamente la linea della vera lobby dominante a livello culturale, istituzionale, giudiziario. Vi presento i tre polli: 1. Grandi istituzioni mondiali (compresa OMS), multinazionali, centri editoriali e finanziari decidono di mettere come priorità dell’agenda planetaria il far approvare, in maniera sempre più diffusa e imperativa, leggi su aborto, salute riproduttiva, educazione sessuale, matrimonio omosessuale. 2. Le organizzazioni LGBT fanno da grancassa politica affinché anche in Italia, utilizzando ogni strumento di pressione, testimonial, VIP, intellettuali e giornalisti collettivi, si approvi una legge che stravolge Costituzione e riferimenti antropologici elementari. 3. Alcuni “hobbit”, senza potere, si accorgono della gravità della situazione e iniziano in modalità pacifiche e a volte ingenue ad opporsi pubblicamente a questa deriva dal sentore totalitario.

 
10/02/2016 - Di chi o cosa abbiamo paura? (Pierfrancesco Bernieri)

Prima della diretta in cui è arrivato Elton John ho letto anche tra miei conoscenti e amici una specie di nervosa attesa. Sembrava che dovesse arrivare Satana in persona. Anch'io ho stima dell'artista John (prima della polemica e di certe sue posizioni più nette tanti lo ascoltavano con ammirazione) come di Bowie, Sting e tanti altri che però poi nelle loro opinioni e mosse pubbliche non condivido affatto. Mi pare che ci sia una esasperazione verso il "nemico" da una parte e dall'altra. Le adozioni e altri fatti riguardanti il mondo gay o giù di lì testimoniano forse paura o rabbia e una mancanza di certezza sulla propria vita. Non mi interessa bloccare le scelte a favore o contro dentro delle categorie sociali o meno. Io sono convinto che se uno è certo dei suoi valori non deve aver paura di nessuno ma non deve neanche demonizzare chi si muove diversamente. Credo che occorra incontrarsi più che scontrarsi. Purtroppo da una parte dall'altra c'è sempre e sono tanti che cercano lo scontro. Se il problema è Sanremo il medico non lo prescrive. Se il problema è Elton John o simili esiste altro. Quello di cui sento parlare poco è invece sulla possibilità di dialogare in maniera serena sulla Verità di se stessi, su che cosa significa guardare dentro di sé cercando delle risposte. A chi o a che cosa sono legato realmente nella mia vita.

 
10/02/2016 - Commentare è d'obbligo - 2 (Villi Demaldè)

Il Corriere: Sanremo 2016, festa pro unioni civili Elton John: «Felice di essere padre» - Noemi, Arisa, Ruggeri e Irene Fornaciari appendono nastrini arcobaleno al microfono, in solidarietà con il movimento per i diritti civili. E il cantante celebra la sua paternità La Repubblica: Sanremo, prima serata fra Elton John, Campioni e nastri arcobaleno - La rockstar britannica si esibisce e esprime la gioia "di essere diventato papà". Parte la gara, sul palco i primi dieci Campioni. Gli artisti aderiscono alla campagna #SanremoArcobaleno, sul palco i nastri colorati pro unioni civili Il Resto del Carlino: Sanremo, Elton John: "Non avrei mai pensato di diventare papà La Stampa: Noemi, Arisa, Ruggeri e gli altri con i nastri arcobaleno a favore dei diritti civili Il fatto quotidiano: Festival di Sanremo 2016. Noemi, Arisa e Ruggeri con nastri arcobaleno per le unioni civili. E sul palco arriva Elton John L'andamento della serata inaugurale giustifica quindi ampiamente le preoccupazioni espresse dal prof. Gandolfini. O le popstar sono al di là del bene e del male? 2) Ma la cosa più sgradevole dell'articolo è l'appellativo di "nanetti" affibbiato ai promotori del Family Day (e a Franco Grillini). Qui si è veramente andati oltre il limite, rasentando l'insulto. Chi è Paolo Vites per arrogarsi il diritto di giudicare gli altri? La piazza del Family Day era forse piena dei parenti dei 7 nani? Forse; ma se siamo nani, siamo comunque nani sulle spalle di giganti.

 
10/02/2016 - Commentare è d'obbligo - 1 (Villi Demaldè)

Dopo aver letto un articolo del genere, il commento è d'obbligo; del resto, lo suggerisce lo stesso autore. 1) Quale Festival ha visto ieri Paolo Vites? Elton John non ha parlato solo del suo impegno umanitario (certamente lodevole; sarebbe però interessante approfondire che cosa lui intenda per "approccio cristiano"), ma ha anche affermato "Non avrei mai pensato di diventare papà e di avere la vita che ho avuto"; frase apparentemente innocente, ma carica di significato se letta nel contesto. Certamente la sua presenza a Sanremo è stata concordata con largo anticipo, come avviene in questi casi per personaggi del suo calibro; ma la coincidenza con la discussione del DDL Cirinnà al Senato è quantomeno singolare. Soprattutto sembra essere sfuggita al sig. Vites la serie di "silenziosi gesti" di appoggio alla campagna #SanremoArcobaleno da parte dei cantanti che si sono presentati con nastri multicolori: Noemi, Arisa, Ruggeri... Per non parlare poi della battuta della Raffaele/Ferilli all'inizio di serata e dell'accenno di Laura Pausini: «Se siamo simili siamo tutti uguali e dobbiamo proteggerci, non dividerci», in sé un po' criptico, ma chiaro alla luce dell'intervista che la stessa ha rilasciato alla Stampa il 9 febbraio (vedi l'edizione online del quotidiano torinese). Cose forse minime, tralasciate dal sig. Vites, ma non dalla maggior parte delle testate online (i cui titoli riporto in un successivo commento), e che sottolineano ampiamente questi aspetti della serata.

 
10/02/2016 - Equidistante (Giuseppe Crippa)

Se Elton John avesse parlato della bellezza di aver figli generati con la pratica dell’utero in affitto avrebbe commesso un reato: "Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o PUBBLICIZZA la commercializzazione di gameti o di embrioni o LA SURROGAZIONE DI MATERNITA’ è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro"(Legge 40 del 2004). Quindi il presidente di Gaynet Franco Grillini ha commesso il reato di istigazione a delinquere mentre Massimo Gandolfini si è speso per evitare che un reato venisse commesso davanti a milioni di spettatori. Non mi sembra si siano comportati allo stesso modo ma Paolo Vites mette i due sullo stesso piano.