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INFLUENZA 2016/ Raggiunto il picco stagionale, due milioni di italiani a letto (ultime notizie oggi, giovedì 11 febbraio 2016)

Influenza 2016. H1n1, verso il picco, già un milione e mezzo di contagiati. Zika nuovo caso in Italia, a Rimini, dopo un viaggio a Santo Domingo (oggi, giovedì 11 febbraio 2016). 

Influenza 2016 e virus Zika Influenza 2016 e virus Zika

INFLUENZA 2016. H1N1, VERSO IL PICCO,  ZIKA NUOVO CASO A RIMINI (ULTIME NOTIZIE OGGI, GIOVEDI' 11 FEBBRAIO 2016) - In una nota resa pubblica dall'Istituto superiore di sanità, si legge che in questi giorni è stato raggiunto il picco dell'influenza. Sarebbero infatti circa due milioni gli italiani contagiati e costretti a letto, un numero che negli ultimi giorni è drasticamente cresciuto. Il livello di incidenza, si legge ancora, è di 5,45 casi per mille assistiti, dunque "inferiore a quello raggiunto in molte delle precedenti stagioni influenzali". Come sempre in questi casi la fascia maggiormente colpita è quella dei bambini sotto i 14 anni di età, con una incidenza tra gli zero e i quattro anni pari al 17,69 casi per mille mentre tra i 5 e i 14 anni l'incidenza è pari al 13,83.
INFLUENZA 2016. H1N1, VERSO IL PICCO,  ZIKA NUOVO CASO A RIMINI (ULTIME NOTIZIE OGGI, GIOVEDI' 11 FEBBRAIO 2016) - Mentre l'influenza stagionale, che ultimamente si deve all’altrettanto famigerato ceppo h1n1, sta arrivando al suo picco, per poi prevedibilmente avviarsi ad uscire dalle preoccupazioni degli italiani, perlopiù con pochi strascichi, nuove notizie di contagio da virus Zika arrivano anche nel nostro paese. I casi noti di persone che in Italia hanno contratto il virus Zika per ora sono solo una decina, ultimo, un uomo di 30 anni di Rimini che ha contratto l'infezione a Santo Domingo, dove si trovava per vacanza. La stessa genesi ha avuto gli altri casi conosciuti, dove il virus è venuto a contatto con i nostri connazionali mentre gli stessi si trovavano all'estero. Il 30enne risulta anche il primo caso in Emilia Romagna, ed è stato scoperto dopo essersi rivolto al proprio medico con i classici sintomi dell'influenza, il  dipartimento di microbiologia del Sant’Orsola di Bologna ha poi confermato il sospetto caso di contagio da Zika virus avanzato dallo scrupoloso medico curante. Ricordiamo che se l'infezione è particolarmente pericolosa per le donne incinte, per il conseguente sospetto ruolo di malformazioni nei feti delle contagiate, meno preoccupazioni sono rivolte ai restanti pazienti, che, grazie anche al fatto che il virus non si trasmette per via aerea, non risultano particolarmente a rischio di conseguenze serie né pericolosi per la propagazione della possibile pandemia. Quello che rimane preoccupante però è la presenza del virus nei nostri territori nella stagione calda, dove le zanzare potrebbero infettarsi mordendo un portatore, per poi estendere la stessa infezione a tutte le sue successive vittime, innescando un effetto domino.

Mentre l'influenza stagionale, che ultimamente si deve all’altrettanto famigerato ceppo h1n1, sta arrivando al suo picco, per poi prevedibilmente avviarsi ad uscire dalle preoccupazioni degli italiani, perlopiù con pochi strascichi, nuove notizie di contagio da virus Zika arrivano anche nel nostro paese. I casi noti di persone che in Italia hanno contratto il virus Zika per ora sono solo una decina, ultimo, un uomo di 30 anni di Rimini che ha contratto l'infezione a Santo Domingo, dove si trovava per vacanza. La stessa genesi ha avuto gli altri casi conosciuti, dove il virus è venuto a contatto con i nostri connazionali mentre gli stessi si trovavano all'estero. Il 30enne risulta anche il primo caso in Emilia Romagna, ed è stato scoperto dopo essersi rivolto al proprio medico con i classici sintomi dell'influenza, il  dipartimento di microbiologia del Sant’Orsola di Bologna ha poi confermato il sospetto caso di contagio da Zika virus avanzato dallo scrupoloso medico curante. Ricordiamo che se l'infezione è particolarmente pericolosa per le donne incinte, per il conseguente sospetto ruolo di malformazioni nei feti delle contagiate, meno preoccupazioni sono rivolte ai restanti pazienti, che, grazie anche al fatto che il virus non si trasmette per via aerea, non risultano particolarmente a rischio di conseguenze serie né pericolosi per la propagazione della possibile pandemia. Quello che rimane preoccupante però è la presenza del virus nei nostri territori nella stagione calda, dove le zanzare potrebbero infettarsi mordendo un portatore, per poi estendere la stessa infezione a tutte le sue successive vittime, innescando un effetto domino.
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