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Cronaca

FRANCESCO-KIRILL/ "Siamo fratelli", la volontà di Dio è più grande dei secoli

L'abbraccio tra Kirill e papa Francesco a L'Avana (Foto L'Osservatore Romano)L'abbraccio tra Kirill e papa Francesco a L'Avana (Foto L'Osservatore Romano)

La sintonia sui temi della vita e della sua tutela è totale, come pure il richiamo a costruire la pace in Ucraina. Persino lo spinoso nodo dell'uniatismo e delle comunità ortodosse passate a Roma nei secoli scorsi viene ricompreso in una logica di riconciliazione e di reciproco perdono. Deve essere costato molto alla parte ortodossa il passaggio in cui si afferma che le comunità ecclesiali apparse in particolari circostanze storiche hanno "il diritto di esistere e di intraprendere tutto ciò che è necessario per soddisfare le esigenze spirituali dei loro fedeli".

Al di là dei grassetti di cui analisti e osservatori puntelleranno il testo per capire la genesi degli equilibrismi tattici, è indubbio che il documento costituisce una base forte per il progressivo avvicinamento tra cattolici e russo-ortodossi. Eppure, paradossalmente, la dichiarazione potrebbe anche non esserci: tutto era già contenuto in quel primo, cercato, voluto, atteso storico abbraccio. E' la fattualità dell'incontro che preme a Bergoglio, l'accadere di un'amicizia, il riconoscersi fratelli. E' lo sguardo di Kirill su di sé che desiderava. L'ha trovato e gli basta. 

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COMMENTI
13/02/2016 - Fratelli scorretti per l'articolista (Massimo Mascolo)

Ma dai, perché tanta “correttezza” politico-culturale? La dichiarazione dice due cose forti che nell’articolo vengono “velate” e allora rileggiamole: “Pur rimanendo aperti al contributo di altre religioni alla nostra civiltà, siamo convinti che l’Europa debba restare fedele alle sue radici cristiane. Chiediamo ai cristiani dell’Europa orientale e occidentale di unirsi per testimoniare insieme Cristo e il Vangelo, in modo che l’Europa conservi la sua anima formata da duemila anni di tradizione cristiana. La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica”.