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Cronaca

PAPA IN MESSICO/ "L'abbraccio" tra Francesco e la Virgen di Guadalupe

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Con Lei Dio ha risvegliato e risveglia la speranza dei più piccoli, dei sofferenti, degli sfollati e degli emarginati, di tutti coloro che sentono di non avere un posto degno in queste terre. Il suo sguardo non abbandona nessuno. Juanito, ha raccontato Bergoglio, ha sperimentato nell'incontro con la Virgen, la speranza e la misericordia di Dio, e così si è fatto costruttore di un santuario, sebbene illetterato e senza mezzi.

A Gaudalupe tutti comprendono di essere necessari, anche quelli che non contano, che non sono "all'altezza delle circostanze" o non "apportano il capitale necessario". A Guadalupe tutti acquistano la consapevolezza di poter costruire il santuario della vita. I dimenticati, i sofferenti, gli emarginati scoprono il valore del proprio niente, riempito dal tutto di Dio. E il miracolo avviene guardando negli occhi la Madre.

Osservare il volto di Papa Francesco assorto di fronte la Virgen, il suo profilo incorniciato da quel legno che prima coronava l'immagine che sintetizza meglio di ogni altro concetto o idea l'identità latinoamericana, è stata una lezione di teologia. Di quella che come il cardinale Bergoglio sottolineava ad Aparecida, nella conferenza dell'episcopato latino americano del 2007, è impastata della fede semplice dei poveri. "Guardarti, Madre; contemplarti appena, il cuore tacito nella tua tenerezza, nel tuo casto silenzio di gigli". Francesco davanti alla mamma, con il cuore colmo di gratitudine per gli ultimi eventi, ma gravato dal dolore assorbito in poche ore a contatto con una delle realtà più complesse e violente dell'intero continente. Francesco che finalmente può riversare i pensieri più profondi nel cuore di Maria. Ancora oggi pare di sentirla, la voce della Madre, come quando parlava a Juan "Che c'è figlio mio, il piccolo di tutti? Che cosa rattrista il tuo cuore?" "Non ci sono forse qui io, che ho l'onore di essere tua madre" (Nican Mopohua), Nei dialoghi tra l'indio e la Madonna meticcia, c'è l'essenziale della teologia mariana. Lo sa bene Francesco.

Forse il momento più difficile è stato quello strappo, alla fine. La risoluzione ad alzarsi, chiudendo l'interminabile pausa in cui aveva messo la sua visita, per riprendere la corsa. Una lacerazione dare le spalle a quello sguardo in cui tutti, pontefici e indios, uomini e donne, cardinali e accattoni, possono riposare. Ma la bellezza della fede è sapere che quello sguardo continua ad accompagnarti.

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