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DOPO SANREMO 2016/ Famiglia (in prima serata) e nuovi diritti, aveva ragione Pasolini

Pubblicazione:lunedì 15 febbraio 2016

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Chiamiamo allora le cose col loro nome, perché quello che viene strombazzato come diritto rivoluzionario spesso è solo seguire la corrente. "Generazione sfortunata – scriveva Pasolini – arriverai alla mezza età e alla vecchiaia e ti accorgerai di aver servito il mondo contro cui con zelo portasti avanti la lotta" e "ti accorgerai di aver disobbedito obbedendo". 

Di fronte alla moda montante sugli schermi televisivi, facciamo memoria delle vere manifestazioni di anticonformismo per evitare che recitando gli slogan di moda qualcuno si senta "rivoluzionario", perché chi segue la moda (e oggi la moda è il diritto personale) non fa rivoluzione, ma fa trend. Rivoluzionari erano gli atleti delle Black panthers alle olimpiadi del 1968 che alla premiazione sul podio salutarono col guanto nero e il pugno e per questo gli fu ritirata la medaglia vinta sul campo. Non è rivoluzionario chi viene applaudito e premiato sui palchi televisivi.



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COMMENTI
15/02/2016 - Oggi giorno è come sempre! (claudia mazzola)

Mi domando come mai si continua a dire che il passato era meglio dell'oggi e che il futuro sarà bruttissimo. I miei nipoti non sono minimamente spaventati di diritti e doveri, vivono.

 
15/02/2016 - Ottima ...domanda (Luigi PATRINI)

Condivido pienamente la breve ma precisa analisi. Ottima la domanda... "ma chi ha lasciato aperta la porta?". Grazie per averci costretti a porcela quella benedetta domanda. Bisogna fare in fretta a rifletterci su, perché molti dei responsabili che l'hanno lasciata aperta ormai sono passati a miglior vita (speriamo che non sia ...peggior vita!), molti altri hanno trovato una sistemazione perchè "disobbedire obbedendo" alla fine "paga" sempre. E chi è giovane non sa più capire a cosa è stata lasciata aperta la porta! Purtroppo!

 
15/02/2016 - E' rivoluzionario chi paga di persona (Giuseppe Crippa)

E per essere rivoluzionari non serve neppure alzare un pugno chiuso in un guanto nero. Chi volesse saperne di più su quanto citato da Carlo Bellieni alla conclusione del suo bell’articolo legga: http://riccardogazzaniga.com/luomo-bianco-in-quella-foto/ Si commuoverà.