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PAPA IN MESSICO/ Francesco e i bambini malati fanno parlare il cuore

Pubblicazione:lunedì 15 febbraio 2016

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Francesco ha reso grazie per gli occhi, i sorrisi, i volti dei bambini malati, per tutti coloro che cercano di farli riprendere. Come l'anziano sacerdote ha benedetto i malati puntando tutto sulla "cariñoterapia", l'affetto terapia, e la capacità di curare non solo con le medicine ma anche e soprattutto con l'amore. Ha persino interrogato i bambini, chiedendo se conoscevano la storia di Juan Diego e di suo zio, malato. La Virgen di Guadalupe nei suoi tenerissimi dialoghi con l'indio, si accorse della preoccupazione di Juan Diego e lo rassicurò: "Non si turbi il tuo cuore e non ti inquieti cosa alcuna. Non ci sono qui io, che sono tua Madre?". 

Così Francesco ha stretto in una morsa il cuore di tutti. Ha fatto qualcosa che difficilmente si potrà dimenticare. Ha chiesto ai bambini di chiudere gli occhi e di domandare alla Madonna ciò che avevano nel cuore. I piccoli hanno ubbidito. C'era chi aveva il collo gravato da rosari, chi il quadro della Morenita tra le mani, chi il corpo martoriato da aghi e bende. Eppure tutti hanno serrato gli occhi e lasciato parlare il cuore. i loro volti seri e concentrati, limpidi e puri nei desideri, che hanno iniziato a recitare insieme al pontefice l'Ave Maria. Credo che Dio si sia commosso per la fede semplice e autentica racchiusa nella stanza di quell'Ospedale. Alla fine l'ultimo gesto di speranza: è toccato a Francesco far risuonare la campana che nell'ospedale sancisce, per tradizione, la guarigione di un piccolo paziente. Francesco ha tirato la corda colorata due volte. Due giovani esistenze riacciuffate. Due motivi in più per fare festa. 



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