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TRIFONE E TERESA / News, i dubbi della madre di Costanza: “Non crediamo che il movente sia solo gelosia” (Oggi, 15 febbraio 2016)

Settimana importante per il giallo sul duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza: emerge un'affermazione di Giosuè Ruotolo pronunciata dopo una presunta lite.

Trifone e Teresa Trifone e Teresa

La sensazione che trapela dall'ambiente investigativo in merito all'uccisione di Trifone Ragone e Teresa Costanza è che il cerchio stia per stringersi sempre di più fino a portare all'attesa risoluzione del caso. L'inchiesta sul duplice omicidio di Pordenone, in base a quanto riportato da Il Giorno, sarebbe ormai entrata in una fase decisiva e tutto sembra essere destinato ad una richiesta di misura cautelare nei riguardi dell'indagato Giosuè Ruotolo. La decisione finale spetterà al gip il quale già questa settimana potrebbe pronunciarsi sul destino del militare 26enne ma anche della fidanzata Rosaria Patrone, anche lei indagata. Il movente, secondo gli inquirenti, sarebbe da rintracciare nella folle gelosia di Ruotolo nei confronti dell'ex commilitone Trifone. La famiglia di Teresa, tuttavia, sarebbe convinta che la verità vada ricercata altrove: "La verità va ricercata in quella caserma. Magari è Giosuè il colpevole, ma noi vogliamo il nome di quello che ha armato la sua mano. Non crediamo che il movente sia solo gelosia. Non vorremmo che Trifone e Teresa fossero venuti a conoscenza di qualche losco traffico tra quelle mura…", ha dichiarato il legale della famiglia Costanza.

Uno dei punti chiave che deve essere ricostruito nel caso di Trifone e Teresa, uccisi e trucidati lo scorso 17 marzo 2015, è il diverbio, o presunto tale, che sarebbe avvenuto nella caserma di Cordecons dopo la scoperta di Trifone del presunto anche qui stalker della sua fidanzata, identificato secondo l’uomo nell’ex amico Giosuè Ruotolo, sospettato del duplice omicidio. Gli inquirenti ritengono che Trifone, scoperta l’identità dello stalker di Teresa Costanza, si sia scagliato contro Giosuè, facendo poi scoppiare in Ruotolo l’odio covato per mesi, viscerale nei confronti dell’ex amico commilitone e che potrebbe essere la goccia che ha fatto scattare l’orribile atto. L’avvocato di Giosuè ha però smentito al Gazzettino questa ipotesi dell’accusa, negando il presunto diverbio avvenuto tra il suo assistito e Trifone Ragone, idem per l’astio tra i due: «Non ci risulta che ci sia stato alcun alterco così grave. Non capisco da dove escano certe informazioni, che ciclicamente vengono rilanciate dalla stampa, e da dove derivi questo attrito così forte tra i due, che hanno invece sempre avuto rapporti normali», le parole del legale Roberto Rigoni Stern. Le novità verranno svelate entro fine febbraio con gli interrogatori di testimoni e sospettati e forse, potremmo avere qualche elemento in più per definire i contorni della vicenda ancora terribilmente lontana dalla soluzione. 

A quasi un anno dal duplice omicidio di Pordenone che costò la vita alla coppia di fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza, emerge un particolare relativo a Giosuè Ruotolo che potrebbe risultare fondamentale nel proseguimento delle indagini. A svelare un retroscena interessante sul duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza è stato il quotidiano Il Messaggero Veneto, il quale avrebbe reso nota un'affermazione del militare indagato per gli omicidi di Trifone e Teresa, Giosuè Ruotolo. "Gliela farò pagare": così il 26enne di Somma Vesuviana commentò il postumi di una lite avuta proprio con l'ex coinquilino, amico e commilitone Trifone. Il litigio in questione avvenne proprio all'esterno della palestra il cui parcheggio sarebbe poi diventato teatro del terribile duplice delitto la sera del 17 marzo scorso. Tre mesi prima, Trifone e Giosuè ebbero un violento scambio verbale in seguito al quale emerse la frase minacciosa dell'indagato svelata nel corso dell'ultima puntata della trasmissione Quarto Grado. La lite che vide i due colleghi protagonisti, avrebbe a che vedere con i presunti messaggi altrettanto minacciosi inviati da un profilo anonimo di Facebook a Teresa, nei quali il mittente (secondo l'accusa si tratterebbe proprio di Ruotolo) metteva in guardia la futura vittima sulla presunta infedeltà del fidanzato. Sempre secondo l'accusa - come riporta Il Messaggero Veneto - attraverso questo scambio di messaggi sul social network Giosuè Ruotolo avrebbe sfogato la presunta ostilità nei confronti dell'ex commilitone Trifone. Questa tesi potrebbe trovare maggiore sostegno in seguito alla conferma o meno della paternità del profilo Facebook anonimo dal quale venivano inviati i messaggi a Teresa e dal suo effettivo utilizzatore. Trifone aveva forse sospettato che dietro i messaggi molesti alla fidanzata potesse esserci proprio l'ex coinquilino Giosuè? Secondo la ricostruzione di Quarto Grado, sarebbe interessante la frase che Ruotolo avrebbe pronunciato subito dopo l'alterco con l'amico davanti ai suoi inquilini. Quel "Gliela farò pagare" potrebbe ora assumere una luce diversa nell'ambito dell'intera inchiesta sul duplice omicidio di Pordenone, sebbene l'avvocato di Ruotolo abbia smentito tale ricostruzione asserendo l'inesistenza di liti tra il suo assistito ed una delle vittime. Da oggi, secondo il quotidiano potrebbe aprirsi una settimana importante che, stando a indiscrezioni, potrebbe addirittura culminare con l’avvio delle misure cautelari per i due indagati: un possibile arresto per Ruotolo e i domiciliari per la fidanzata Rosaria Patrone.

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