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GIULIO REGENI / News, la petizione online e gli appelli della cantante Elisa e de Le Iene (Oggi, 17 febbraio 2016)

Pubblicazione:mercoledì 17 febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 17 febbraio 2016, 16.01

Giulio Regeni Giulio Regeni

GIULIO REGENI, IN ATTESA DELLA VERITA’ SULL’UCCISIONE DEL GIOVANE IN EGITTO PARTE LA PETIZIONE ONLINE: ECCO GLI APPELLI DI ELISA E DE LE IENE (NEWS, OGGI 17 FEBBRAIO 2016) - Sono tante le notizie e le congetture in merito all'omicidio di Giulio Regeni, lo studente 28enne morto in circostanze misteriose in Egitto. Mentre procedono le indagini sul fronte italiano e su quello - più complesso - egiziano, il web si mobilita con una petizione online sul celebre sito Change.org, nella quale si chiede con forza massima chiarezza sull'uccisione di Giulio. La richiesta è rivolta alle autorità italiane ed egiziane ed all'Unione Europea e finora sono quasi 70mila le firme raccolte. A chiedere maggiore chiarezza e verità sull'omicidio del giovane studente connazionale è stata anche la cantante Elisa che su Facebook, tramite la sua pagina ufficiale ha invitato a firmare la petizione al coro di #?JusticeForGiulio? (clicca qui per il post Facebook di Elisa). Nella puntata di ieri della trasmissione Le Iene, anche la conduttrice Nadia Toffa ha voluto ricordare il caso Giulio Regeni, accendendo i riflettori anche in prima serata su un giallo dai contorni ancora oscuri. Pif le ha fatto eco, ironizzando: "Noi non possiamo certo pensare che sia stato un omicidio di Stato...".

GIULIO REGENI, PER LA FAMIGLIA NON ERA UN AGENTE DEI SERVIZI SEGRETI (OGGI, 17 FEBBRAIO 2016) - Saranno consegnate probabilmente entro domani all'Italia dall'Egitto le "prove" raccolte sul caso dell'uccisione di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano morto a Il Cairo lo scorso 25 gennaio. E' quanto si legge sul Corriere della Sera. Finora la collaborazione è stata solo promessa dalle autorità egiziane e la verità sull'omicidio è ancora lontana. E la famiglia Regeni ha deciso di parlare. Secondo quanto riportato dal quotidiano è stata l’avvocatessa Alessandra Ballerini a "smentire categoricamente ed inequivocabilmente che Giulio sia stato un agente o un collaboratore di qualsiasi servizio segreto, italiano o straniero. Provare ad avvalorare l’ipotesi che Giulio Regeni fosse un uomo al servizio dell’intelligence significa offendere la memoria di un giovane e brillante universitario che aveva fatto della ricerca sul campo una legittima ambizione di studio e di vita". Finora l’ipotesi più probabile è che Giulio Regeni sia stato torturato fino alla morte da qualcuno che voleva informazioni forse sul lavoro che stava portando avanti visti i numerosi contatti con dissidenti e sindacalisti che il ragazzo aveva. 



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