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EUTANASIA/ Diecimila euro per andare a morire in Svizzera avvelenati

Una donna che ha deciso di morire perché malata di scelrosi multipla spiega la sua scelta di andare in Svizzera a morire, diecimila euro per un bicchiere di veleno

Immagine di archivio Immagine di archivio

L'hanno assicurata che non sentirà alcun dolore: prima un gastrprotettore e poi un bicchiere di veleno. In cinque minuti sei morto senza provare alcun dolore. E' la testimonianza Paola Cirio, raccontata oggi in prima pagina da La Stampa, una donna di 53 anni, malata di sclerosi multipla dal 2002. In questi anni si è informata bene su cosa significhi questa malattia, i muscoli si paralizzano e il cervello rimane lucido: "E allora sei in trappola e sai che non ti resta molto. In genere si muore per un attacco cardiaco. Un medico non te lo spiegherebbe mai in questo modo, ma io lo so". Si è rivolta all'associazione Exit, quindi a Sos Eutanasia con la quale proprio oggi andrà in senato a raccontare la sua scelta di morire. Ha infatti pagato 10mila euro per farsi uccidere nella nota clinica di Zurigo che si occupa di eutanasia: "In questo Paese sui diritti civili siamo alla preistoria. La politica è patetica. Io ho deciso di raccontare il mio percorso perché penso non sia giusto che solo chi ha un po’ di soldi da parte possa decidere di crepare con dignità" dice la donna.

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