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Cronaca

IL CASO/ Accuse di diffamazione o attacco alla libertà di stampa?

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Chi scrive è un docente universitario di storia contemporanea in pensione. Ha vinto  pienamente due cause, sempre per il reato di diffamazione: una intentatagli dal capogruppo dei diessini alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo (sen. Valter Bielli) e l'altra dal consulente (presso le stesse commissioni) dott. Giuseppe De Lutiis. Ha dovuto, però, fare fronte ad una spesa rispettivamente di 11mila e 5mila euro per compensare i propri difensori.

Purtroppo è incappato nella disavventura di avere un avvocato che ha ritenuto di non dover presentare al magistrato la richiesta di compensazione delle spese.

Ma in entrambi i casi l'accusa di diffamazione mossami ha alimentato l'ipotesi che si volesse prevenire, intralciare o punire la mia libertà di indagare sull'azione del Kgb in Italia, sul finanziamento sovietico al Pci e sull'organizzazione da parte di quest'ultimo di un struttura paramilitare.

Se non si è ricchi e si vive — come nel mio caso — di  pensione, questi costi della difesa legale della libertà di stampa incidono pesantemente sul reddito, sono cioè una causa di vero e proprio impoverimento. Rinunciare ad esercitarla diventa un cruccio che credo tutti  dobbiamo porci. Chiedo a chi mi legge se non sia opportuno fare un  intervento collettivo  sul ministro Orlando: 

1. per far introdurre nelle cause penali il principio della condanna al rimborso delle spese a carico della parte soccombente, senza dovere attivare un secondo processo,

2. per prevedere che nelle cause per diffamazione risultate infondate sia introdotta una sanzione pecuniaria elevata a carico di chi l'ha promossa,

3. per chiedere di abrogare il vincolo (stabilito dall'Ordine degli avvocati)  per cui al difensore legale va corrisposta la notula da lui redatta e non la misura del rimborso stabilito dal giudice.

Far finta che questi problemi non esistano significa  nascondere la testa sotto la sabbia. La libertà di stampa ha un costo che minaccia di limitare enormemente l'esercizio di questo diritto. 

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COMMENTI
02/02/2016 - Servirebbe una petizione al Ministro (Giuseppe Crippa)

Gentilissimo professore, sono completamente d'accordo con Lei. Se si facesse promotore di una petizione on line (utilizzando per esempio il sito www.change.org) firmerei molto volentieri!