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IL CASO/ C'è una stampa tedesca che vuol "dividere" Francesco e Kirill

Pubblicazione:sabato 20 febbraio 2016

Il Patriarca russo Kirill (Infophoto) Il Patriarca russo Kirill (Infophoto)

La Dichiarazione comune in riferimento a questi problemi si esprime invece così: "Deploriamo lo scontro in Ucraina che ha già causato molte vittime, innumerevoli ferite ad abitanti pacifici e gettato la società in una grave crisi economica ed umanitaria. Invitiamo tutte le parti del conflitto alla prudenza, alla solidarietà sociale e all'azione per costruire la pace. Invitiamo le nostre Chiese in Ucraina a lavorare per pervenire all'armonia sociale, ad astenersi dal partecipare allo scontro e a non sostenere un ulteriore sviluppo del conflitto. Auspichiamo che lo scisma tra i fedeli ortodossi in Ucraina possa essere superato sulla base delle norme canoniche esistenti, che tutti i cristiani ortodossi dell'Ucraina vivano nella pace e nell'armonia, e che le comunità cattoliche del Paese vi contribuiscano, in modo da far vedere sempre di più la nostra fratellanza cristiana" (26-27).

Le citazioni scelte sono in riferimento ai problemi sollevati dai giornalisti tedeschi citati e non rendono tutta la portata di una dichiarazione che indica un vero percorso ecumenico di condivisone di verità di fede, di denuncia del massacro dei cristiani nel mondo e di altre minoranze religiose. In essa viene espressa anche una posizione chiaramente cristiana sulla famiglia e in genere sui valori europei. Si tratta di un vero e proprio programma, che tra l'altro mette la parola punto a capo alle speculazioni sulla cosiddetta "scelta religiosa" del Papa che, invece, insiste molto su una società europea cristiana, aperta, ma cristiana.

Per quanto riguarda la notizia sulla delusione espressa nella chiesa greco-cattolica in Ucraina in riferimento a certe frasi della Dichiarazione, papa Francesco, nella conferenza stampa in aereo durante il viaggio di ritorno dal Messico, ha detto che ogni notizia deve essere contestualizzata in modo "ermeneutico": una frase  va letta sempre nel suo contesto. Vi è grande consenso sulla Dichiarazione sia a livello dogmatico che generale anche da parte della Chiesa greco-cattolica; che poi in un paese stravolto dalla guerra ci sia anche delusione per certe frasi del documento, che forse possono essere ancora migliorate sebbene siano chiare nell'invito al dialogo invece che alla guerra, è cosa per la quale Papa ha una totale comprensione.

La linea dei commenti della Faz su un tale evento ha secondo me una semplice spiegazione: nel "great game" della politica mondiale la Faz sostiene una linea conflittuale, ovvero la Germania, insieme al mondo occidentale, contro la Russia. Pur con le ambigue affermazioni della cancelliera Merkel, in un suo recente viaggio in Turchia, sulla presenza militare dei russi in Siria, non è certo la sua Germania quella espressa dalla Faz. Nel febbraio del 2015, con il presidente francese François Hollande, la cancelliera fece un vero e proprio tour de force in Ucraina e in Russia per trovare una mediazione nel conflitto ucraino-russo. 


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