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IL CASO/ C'è una stampa tedesca che vuol "dividere" Francesco e Kirill

Sembrerebbe proprio che la Frankfurter Allgemeine Zeitung non abbia letto come si deve la Dichiarazione firmata da Francesco e Kirill. Una spiegazione c'è. ROBERTO GRAZIOTTO

Il Patriarca russo Kirill (Infophoto) Il Patriarca russo Kirill (Infophoto)

LIPSIA —  "Papa Francesco incontra il patriarca russo ortodosso Kirill", questo il fatto che tutti conoscono, ma i commenti comparsi sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung a questo evento di portata millenaria lasciano comprendere che il giudizio del giornale del capitalismo liberale di Francoforte che è fondamentalmente critico. Il biografo del cardinale Karl Lehmann, Daniel Deckers, una delle firme più rinomate del giornale per quanto riguarda le informazioni vaticane, parla esplicitamente di Wladimir Gudnjajew, noto con il suo nome da monaco Kirill, come di una "marionetta" di Putin; implicitamente il giudizio vale anche per papa Francesco, che nel "great game" per la divisone dell'Europa e del mondo occidentale si lascia cooptare dalla Russia, accettando un incontro addirittura a Cuba. I due responsabili della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica romana vengono visti al sevizio della "pax sovietica" in Siria ed in altre parte del mondo. Mentre il patriarca russo non aveva mai accettato un incontro con i predecessori di Papa Francesco, perché Giovanni Paolo II e Benedetto XVI non erano disposti a rinunciare a sostenere le Chiese ucraine in comunione con il Pontefice, ora per sostenere la "pax sovietica" si è disposti a questa rinuncia. 

Però nella Dichiarazione comune firmata da Francesco e Kirill, dove al n. 25 si parla di questo problema, si legge: "Speriamo che il nostro incontro possa anche contribuire alla riconciliazione, là dove esistono tensioni tra greco-cattolici e ortodossi. Oggi è chiaro che il metodo dell'"uniatismo" del passato, inteso come unione di una comunità all'altra, staccandola dalla sua Chiesa, non è un modo che permette di ristabilire l'unità. Tuttavia, le comunità ecclesiali apparse in queste circostanze storiche hanno il diritto di esistere e di intraprendere tutto ciò che è necessario per soddisfare le esigenze spirituali dei loro fedeli, cercando nello stesso tempo di vivere in pace con i loro vicini. Ortodossi e greco-cattolici hanno bisogno di riconciliarsi e di trovare forme di convivenza reciprocamente accettabili".

Reinhard Veser, nella sua presentazione del patriarca, pur citando che il nonno e il padre del patriarca sono entrati in conflitto con il potere sovietico, passando attraverso il terrore dell'arcipelago Gulag (trent'anni di odissea per il nonno) ed alcuni anni nei campi di concentramento sovietico per il padre, ci tiene a precisare che Wladimir Gudnjajew non "ha mai conosciuto le prigioni sovietiche", che ha fatto una carriera possibile solamente con il permesso del Kgb (in modo particolare per i suoi viaggi all'estero). Infine afferma che il patriarca Kirill, secondo alcuni dissidenti, ha collaborato con il Kgb sotto il nome di "Michailow". Si sottolinea come nel 2009 il patriarca abbia sostenuto la politica estera di Putin e che pur avendo una posizione neutra nel conflitto con l'Ucraina non abbia mai taciuto che russi, bielorussi e ucraini sono un popolo unico.