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INFLUENZA 2016/ Zika: il virus arriva in Liguria, contagiata una donna venezuelana (Ultime notizie oggi, sabato 20 febbraio 2016)

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Influenza 2016 e virus Zika  Influenza 2016 e virus Zika

INFLUENZA 2016. ZIKA: IL VIRUS ARRIVA IN LIGURIA, CONTAGIATA UNA DONNA VENEZUELANA (OGGI, SABATO 20 FEBBRAIO 2016) - In una stagione nota storicamente per la diffusione della classica (ma innocua) influenza, ecco che in questo 2016 il mondo intero è costretto a fare i conti con il virus Zika e il conseguente pericolo di contagio. Stando a quanto riferito dalla versione online de "Il Secolo XIX" non fa eccezione neanche l'Italia, e in particolare la Liguria, dove ad una donna venezuelana, da anni residente a La Spezia, è stato diagnosticato proprio il virus Zika. La donna, che era da poco rientrata da una visita ai suoi parenti nella sua terra d'origine, al ritorno in Italia ha accusato i classici sintomi influenzali che caratterizzano anche questo virus, ed essendo a conoscenza del rischio di contrarre Zika in Sudamerica ha preferito rivolgersi al medico curante, che ha prontamente allertato il reparto Infettivi guidato da Stefania Artioli. Fortuna ha voluto che la donne non fosse incinta, dal momento che come sappiamo il virus Zika incide in maniera particolare sui feti. Il primario Artioli, sentito da "Il Secolo XIX", ha specificato che in questo momento la donna non è a rischio:"La malattia si risolve senza complicanze, nella maggior parte dei casi ed infatti la paziente sta abbastanza bene. Sta seguendo un trattamento sintomatico, per superare del tutto l’infezione, che è benigna: ma può avere ripercussioni gravi sui nascituri".

INFLUENZA 2016. ZIKA: DALL'AUSTRALIA LA ZANZARA SUPER-INFETTA CHE NON TRASMETTE I VIRUS (OGGI, SABATO 20 FEBBRAIO 2016) - Al via alla controffensiva nella guerra alla diffusione di pericolosi virus, trasmissibili tramite contatto ematico. Se infatti questo tipo di virus sarebbero limitati dal non poter viaggiare nell'etere come il normale virus dell'influenza, di cui difficilmente ci sbarazzeremo anche in futuro, ovviano al problema trovando una valida, inconsapevole, alleata nella zanzara, specialmente in quella comunemente chiamata, dalle nostre parti, zanzara tigre. I piccoli insetti, portatori sani del contagio, capaci quindi di infettare durante il morso soggetti sani con vari virus non a trasmissione aerea, sono i primi responsabili di questa diffusione, che per l'effetto domino di cui sopra potrebbe diventare esplosiva. Per ovviare a questo effetto, come preannunciato negli ultimi tempi, scienziati australiani hanno ricreato in laboratorio una zanzara infettata con ben due tipi di batteri, capaci però di donare resistenza verso i suddetti virus. Il biologo molecolare Cameron Simmons, studioso del Peter Doherty Institute dell'University of Melbourne e responsabile del progetto insieme al suo team, dalle pagine della rivista PLOS Pathogens, ha spiegato che, a una specie di zanzara Aedes aegypti, sono state inoculate due varianti di un batterio resistente ai virus, detto wolbachia, che andrebbe a interferire con i diversi virus che s’intendono combattere, impedendo alla zanzara di esserne il veicolo. Il passo successivo consiste nel metterle in competizione con le zanzare classiche, sperando che le soppiantino, lasciando in natura solo quelle artificialmente incapaci di diffondere tali virus.



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