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SAN LEONE/ Santo del giorno, il 20 febbraio si celebra san Leone

Pubblicazione:sabato 20 febbraio 2016

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SAN LEONE, SANTO DEL GIORNO: IL 20 FEBBRAIO SI CELEBRA SAN LEONE - San Leone nacque attorno al 720 dopo Cristo a Ravenna e la sua famiglia era una delle più modeste in assoluto: il padre era un grande lavoratore mentre la madre cercava di prendersi cura della famiglia. San Leone, fin dai primi anni della sua vita, sembrava fosse destinato a vivere una vita all'insegna della devozione nei confronti del Signore: una leggenda narra che, sua madre, quando il piccolo San Leone aveva solo due anni, venne trovato dalla donna mentre era in ginocchio, con le mani congiunte in segno di preghiera, proprio di fronte al crocifisso. La donna ovviamente non fece nulla per interrompere il piccino, il quale poi riprese a vivere una vita normale, seppur periodicamente egli pregava. San Leone era predestinato ad essere il vescovo della città di Catania: questo poiché, sempre secondo quanto documentato e raccontato dagli scrittori di quel periodo, quasi tutte le persone della città fecero un sogno uguale durante la notte. In quel periodo infatti, la città aveva bisogno di eleggere un nuovo vescovo ma non era ben chiaro a chi dovesse spettare tale ruolo. Le persone sognarono un angelo che indicava San Leone come la persona ideale per poter svolgere tale ruolo: questo ovviamente era un segno divino che, le persone devote, interpretarono alla lettera. Accadde infatti che, i cittadini di Catania, pregarono San Leone di divenire il loro vescovo: egli in un primo momento non voleva assumere tale ruolo, visto che esso comportava tanta responsabilità e soprattutto un grosso impegno da parte sua. Ma a causa delle continue richieste e alle insistenze delle persone, che gli raccontarono anche quel sogno, egli dovette accettare: venne effettuata una grande festa, visto che San Leone era divenuto il vescovo della città di Catania. L'imperatore bizantino però non sopportava le persone religiose, che venivano definite come scomode e soprattutto come un ingombro, visto che spesso si opponevano alle decisioni che lo stesso imperatore decideva di adottare e far rispettare. Questa situazione si venne anche a creare con San Leone, il quale non voleva che, i segni religiosi presenti nelle strade e case degli abitanti, venissero rubati e distrutti dalle guardie. L'imperatore, stanco delle continue proteste di San Leone, il quale riuscii a coinvolgere un grande numero di persone, decise di annunciare il suo arresto: per il vescovo si prospettava un periodo di prigionia e di torture continue. Grazie alla complicità del popolo, San Leone riuscii a scappare nei boschi della città ed a rifugiarsi in queste zone: egli non faceva altro che nascondersi e grazie al popolo, sapeva quando e dove le guardie sarebbero arrivate per cercarlo. Dopo un lungo viaggio in questi luoghi selvaggi, San Leone visse da eremita sul alcune montagne: decise anche di scavare, nelle rocce della montagna, una particolare caverna, che gli permetteva di stare in un luogo al sicuro ed al riparo. L'uomo ovviamente cercava di nutrirsi e pregare: visse in quelle condizioni per moltissimi anni finché, divenuto vecchio e cambiato l'imperatore, egli tornò a Catania, dove riuscii ad ottenere nuovamente il ruolo di vescovo. 


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