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CALOGERO GIAMBALVO / Cosa Nostra, assolto da accusa di complicità: in crisi la politica siciliana (Le Iene Show, oggi puntata 21 febbraio 2016)

Calogero Giambalvo, assolto dall'accusa di complicità con Cosa Nostra, il vicepresidente della commissione antimafia chiede le dimissioni degli altri consiglieri, oggi 21 febbraio 2016.

Foto d'archivio Foto d'archivio

CALOGERO GIAMBALVO, ASSOLTO DA ACCUSA DI COMPLICITÀ, IN CRISI LA POLITICA SICILIANA (LE IENE SHOW, OGGI PUNTATA 21 FEBBRAIO 2016) - Il caso Giambalvo sta tenendo la politica siciliana sotto scacco, con lo scontro caldissimo tra magistratura - che ha reintegrato assolvendo Calogero Giambalvo dall’accusa di complicità con Cosa Nostra - e l’antimafia che invece ha chiesto agli altri consiglieri del comune di Castelvetrano, dove è insediato Giambalvo, di dimettersi per rimostranza contro la il reinsediamento del consigliere prima accusato di collusione mafiosa. Pochi giorni fa si è riaperto il caso, di cui parleranno questa sera a Le Iene Show, Claudio Fava (Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia Nazionale) in una conferenza stampa proprio a Castelvetrano ha ribadito la richiesta di dimissioni agli altri consiglieri comunali in segno di dissenso verso una presenza evidentemente inopportuna all’interno del massimo consenso civico. La legge è però dalla parte di Giambalvo che essendo stato assolto in primo grado dall’accusa di collusione mafiosa ha tutti i diritti ad essere reintegrato. Insomma, empasse della politica siciliana con rischio di sconfinare anche in quella nazionale: una politica che, al di là dei comunicati, non ha preso delle contromisure forti. Durissimo ancora Fava, che afferma sempre nella conferenza stampa “la foglia di fico del codice penale che assolve o condanna, non giustifica ogni cosa”.

CALOGERO GIAMBALVO, ASSOLTO DALL'ACCUSA DI COMPLICITA' CON COSA NOSTRA, L'ANTIMAFIA CHIEDE AGLI ALTRI CONSIGLIERI DI DIMETTERSI (LE IENE SHOW) - "Rischierei la galera per Messina Denaro". E' da questa frase che parte la vicenda che ha coinvolto Calogero Giambalvo, Consigliere comunale di Castelvetrano. La persOna di cui parla è uno dei boss di Cosa Nostra e l'affermazione costa a Giambalvo la galera. Viene arrestato infatti assieme ad altre 15 persone in un blitz dell'antimafia, dopo la raccolta di alcune intercettazioni in cui Calogero Giambalvo avrebbe ribadito il concetto. Succede nel 2014, due anni dopo che il Consigliere aveva assunto il proprio ruolo. Candidato della lista Futuro e Libertà, Calogero Giambalvofinisce in manette in una delle operazioni volte a decimare i fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro. Nelle intercettazioni ambientali, Calogero Giambalvo si vanta più volte dei rapporti che aveva intessuto con Cosa nostra e di aver conosciuto don Francesco, il padre di Matteo e leader di Cosa nostra del trapanese. "Ogni volta che lo vedevo mi mettevo a piangere", riporta Il Fatto Quotidiano, oppure "Se io dovessi rischiare trent’anni di galera per nasconderlo, rischierei". Tutto si complica quando Calogero Giambalvo afferma che Messina Denaro avrebbe dovuto uccidere il figlio di Lorenzo Cimarosa, collaboratore di giustizia. Uno scherzo tragico del destino vuole che uno dei figli di Cimarosa aveva appena ripudiato pubblicamente la parentela con il boss mafioso. Secondo Giambalvo si tratta di un equivoco, parole travisate durante la trascrizione. "Prendo le distanze da quanto detto contro di me dai media", afferma dopo l'assoluzione, perché sono sempre stato accanto a progetti di legalità". In questi giorni il caso Giambalvo viene riportato di nuovo alla luce a causa dell'opposizione di Claudio Fava, vicepresidente della Commissione antimafia, al rientro del Consigliere nel suo ruolo. Fava ha inoltre incitato gli altri Consiglieri comunali di Castelvetrano a dimettersi, incitandoli a comportarsi in modo coerente. "L'assoluzione dall'accusa di essere un fiancheggiatore del boss", afferma Fava, come riportato da Live Sicilia, "ha costretto il prefetto a reintegrarlo nel suo posto in consiglio, ma questo non si può accettare in modo rassegnato". 

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