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VINCENZO BALLI / Vive nel terrore della Mafia per due anni, ma è una “fiction” del socio regista antimafia (Le Iene Show, puntata oggi 21 febbraio)

Pubblicazione:domenica 21 febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento:domenica 21 febbraio 2016, 14.16

Polizia, infophoto Polizia, infophoto

VINCENZO BALLI VIVE NEL TERRORE DELLA MAFIA PER DUE ANNI, MA È UNA “FICTION” DEL SOCIO REGISTA ANTIMAFIA (LE IENE SHOW, PUNTATA OGGI 21 FEBBRAIO 2016) - Per Vincenzo Balli quanto accaduto è la storia più assurda che gli possa mai essere capitata: il racconto del misterioso caso di questo uomo impegnato in una società di spettacoli, la Word Ticket, che per due anni viene “truffato” dal suo socio Mario Musotto che lo convince di essere seguito dalla Mafia. Le Iene Show approfondiranno il caso questa sera nella puntata in onda su Italia 1, raccontando quanto potete trovare qui sotto in sintesi: intanto, andando a scovare in questo caso avvenuto un’anno e mezzo fa ma con processo ancora in corso, è possibile ritrovare il batti e ribatti del 26 febbraio 2014 raccolti su l’Unità tra Musotto e Balli. Il regista indagato per sequestro di persona prolungato, accusava in un primo momento Belli di essere complice dell’intera vicenda per via delle difficoltà economiche della società. “Lui sapeva tutti, ci siamo messi d’accordo all’insaputa di sua moglie per sfuggire ai creditori. La società è in difficoltà finanziarie“, afferma il regista di molti film e documentari in Sicilia contro la Mafia, il che rende ancora più assurdo l’intero caso. Belli rispose in questi termini: “In quel momento il pericolo sembrava reale, so che può sembrare assurdo ma io e mia moglie ci abbiamo creduto e abbiamo vissuto due anni così, scappando dalla mafia”.

VINCENZO BALLI, LA MAFIA LO FA VIVERE NEL TERRORE PER DUE ANNI: SCOPRE CHE SI TRATTA DI UNA MESSINSCENA DEL SOCIO (LE IENE SHOW) - Ad ascoltarla, la storia che ha vissuto Vincenzo Balli, imprenditore di Word Ticket, sembrerebbe una delle trame che siamo abituati ad assistere nei film. Una di quelle d'azione, che appassionano i telespettatori. Ma questa volta è tutto diverso perché parliamo di un fatto che Vincenzo Balli ha vissuto realmente. Nel 2004 Mario Musotto, regista cinematografico, confessa allarmato al socio Vincenzo Balli di temere per la sua vita perché finito nel marino della mafia. Vicenzo Balli si preoccupa immediatamente ed inizia a temere che la mafia possa colpire la moglie Patrizia Trovato e la figlia di tre anni. Si fida del tutto del socio ed accetta di entrare in un programma di protezione testimoni previsto dalle autorità. Trascorre quindi due anni ad effettuare movimenti con molta cautela, a trasferirsi in località segrete ed anche a dover comunicare in codice ogni minimo particolare della propria vita. Le serrande abbassate, le comunicazioni vietate. La famiglia di Vincenzo Balli vive così nel terrore e nella speranza di potersi salvare. La notte era inoltre impossibile dormire proprio a causa della squadra preposta alla loro protezione. Ma sono proprio quei rumori, quei lampeggianti accesi che sente ogni notte ad insospettire il Balli che si mette in contatto con il Maresciallo che gestiva la sua protezione. Scopre così che non ha mai parlato con il vero Maresciallo. Le sue dichiarazioni danno il via all'indagine che permette gli arresti di Mario Musotto. Alla fine l'uomo confessa e riferisce di aver organizzato tutto assieme a due complici, Silvano e della Todaro. La motivazione per il suo folle gesto sarebbero le difficoltà finanziare in cui versava all'epoca dei fatti.  



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