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SAN RENZO/ Santo del giorno, il 23 febbraio si celebra san Renzo

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SAN RENZO, SANTO DEL GIORNO: IL 23 FEBBRAIO SI CELEBRA SAN RENZO - San Renzo, spesso e volentieri, viene festeggiato assieme a San Lorenzo, visto che il nome è un diminutivo del secondo: per questo, la storia di San Lorenzo viene sfruttata anche per quella di San Renzo. Egli nacque in Spagna da una famiglia modesta e soprattutto in grado di offrire, ai propri figli, un livello di istruzione molto elevato. San Lorenzo venne mandato a Saragozza per poter studiare teologia: in questa città, egli conobbe colui che poi diverrà Papa, ovvero Sisto II. Durante questo periodo di studi, egli cercava di apprendere tutte le nozioni utili per poter facilmente ottenere la laurea, cosa che riuscii a ottenere senza alcun tipo di difficoltà. Egli inoltre, durante il periodo di studi, strinse una grande amicizia col futuro Papa, al punto tale che, assieme, essi si trasferirono a Roma: questo fatto non era molto raro visto che, molti giovani, effettuavano tale trasferimento una volta che, il ciclo di studi, volgeva al termine. Grazie al suo impegno e soprattutto in merito all'amicizia col Papa, che prima divenne vescovo, san Lorenzo venne nominato arcidiacono, e doveva occuparsi di oltre mille cinquecento persone, molte delle quali povere o che comunque vivevano in condizioni tutt'altro che semplici dal punto di vista economico. Il vescovo di Roma non rimase deluso dal modo di fare di san Lorenzo, il quale cercava sempre di portare al termine ogni compito che, il vescovo di Roma, divenuto Papa, gli affidava. Il loro rapporto non subii mai alcun tipo di inclinazione: essi andavano molto d'accordo e condividevano lo stesso pensiero comune, ovvero quello di fare tutto il possibile per poter far vivere, nel migliore dei modi, le persone povere. Accadde però un fatto che sconvolse la vita di san Lorenzo: Diaciano decise che, tutti i vescovi, diaconi e persone ecclesiastiche, tranne il Papa, meritavano di morire. Tale editto suscitò diversi problemi al Papa, che si oppose fermamente per preservare san Lorenzo, e tutti gli altri collaboratori, da fine certa. A nulla servirono gli sforzi del Papa, visto che l'editto venne approvato e san Lorenzo venne ricercato in tutta Roma. Egli venne trovato mentre celebrava l'eucarestia e non si oppose alla morte: san Lorenzo sapeva benissimo che, disobbedire, voleva dire peggiorare la situazione. Per evitare quindi che molte persone persero la vita, egli decise di accettare la sua condanna, seppur non aveva commesso alcun crimine. Chiese però che i suoi collaboratori, ovvero quattro ragazzi pronti a divenire vescovi, venissero risparmiati ma purtroppo, queste quattro persone vennero uccise prima di lui. Infine, san Lorenzo venne ammazzato proprio nel luogo dove si celebrava l'eucarestia, ed il suo corpo venne bruciato una volta che venne portato agli occhi di Diaciano.


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