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Cronaca

TUMORE CORAZZATO/ Prostata, ecco perchè è un cancro inattaccabile (news oggi, 23 febbraio 2016)

Tumore corazzato, news: ecco perché il cancro alla prostata è inattaccabile. Gli scienziati hanno scoperto una "corazza" che vanifica ogni trattamento medico. 

Foto d'archivioFoto d'archivio

Che alcuni tipi di tumori fossero intelligenti era da un po’ che i ricercatori lo sospettavano. Gli studiosi avevano infatti la sensazione che soprattutto alcuni tipi di neoplasie fossero dotati di una "corazza e quindi immuni alle terapie. Oggi tutto questo è stato dimostrato da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Trento che hanno permesso di trasformare il sospetto in assoluta certezza. Per lo meno per quanto riguarda il tumore prostatico. Gli scienziati italiani hanno collaborato con i colleghi del Weill Cornell Medicine University di New York e con quelli del Dana Farber Cancer Institute di Boston, analizzando con attenzione una delle neoplasie più comuni negli uomini di tutto il mondo. Il cancro alla prostata è infatti una malattia che colpisce oltre 36mila uomini ogni anno solamente in Italia (dati AIRC sul 2012). Il tumore alla prostata è infatti la neoplasia più comune negli uomini dei paesi occidentali, e si pone come terza causa di morte rispetto a tutte le malattie tumorali. La malattia colpisce un uomo su sedici solo in Italia, e per quanto le terapie si sono negli anni affinate, circa il 30% delle persone colpite non sopravvive nei cinque anni successivi alla diagnosi della malattia. Il pool di esperti ha preso il via dall'osservazione dell'interruzione della regressione del tumore, un dato che è stato riscontrato dopo una cura farmacologica protratta in un preciso lasso di tempo. Durante lo studio, gli scienziati hanno assistito all’evoluzione della neoplasia, un progressivo mutamento che inficiava notevolmente -quando non li annullava del tutto- i vantaggi dei farmaci e che permetteva una ripresa consistente della massa tumorale. In questa sua nuova forma, il tumore è infatti resistente a tutti i protocolli medici e la sua proliferazione diventa continua e inarrestabile. In questo modo le condizioni del paziente subiscono un netto peggioramento nel giro di poco tempo. I farmaci che fino ad allora rallentavano la riproduzione della massa tumorale, diventano così inefficaci e costringono i medici ad operare una sorta di sperimentazione continua, allo scopo di aumentare l’efficacia delle cure proposte dopo l'evoluzione del male. Analizzando attentamente la neoplasia, i ricercatori hanno notato che il tumore in se, cambiava totalmente aspetto. La massa si trasformava proprio con lo scopo di contrastare le cure e per farlo non solo mutava nell’aspetto, ma anche nelle peculiarità genetiche proprie del tumore iniziale. La malattia si trasformava quindi dal noto cancro alla prostata in cancro neuroendocrino. Dall'osservazione appare evidente che la nuova formazione genetica riesce a sconfiggere le terapie farmacologiche, permettendo inoltre la ricomparsa di metastasi, sia sotto il punto di vista della proliferazione che della sua diffusione nel corpo dell’ammalato. Lo studio si è avvalso delle più moderne tecniche genetiche ed ha visto il sequenziamento del genoma delle cellule tumorali. Tramite questo procedimento si è potuto osservare con attenzione il cambiamento che intercorre nell’evoluzione della malattia. La speranza è che la conoscenza del procedimento di metamorfosi possa un giorno permettere un affinamento delle terapie farmacologiche. L’obiettivo nel breve termine degli scienziati è soprattutto quello di monitorare il cambiamento della neoplasia e, di conseguenza, differenziare le terapie farmacologiche da iniettare al paziente. Un’altra fase dello studio si è concentrata sulla scoperta di alcuni bio marcatori tumorali. Anche in questo caso la speranza dei ricercatori è di poter conoscere in tempi relativamente brevi, il momento in cui il tumore costruisce la "corazza" che vanifica le terapie. Conoscere il momento del cambiamento è essenziale per sapere con esattezza il "timing" di variazione dei protocolli di cura, in modo da intervenire con più efficacia nel contrasto del tumore. Questo tipo di ricerca è la prima nel suo genere e proprio per questo ha conquistato la pubblicazione su Nature Medicine, la prestigiosa rivista specializzata internazionale. In linea generale gli scienziati hanno analizzato la mutazione del cancro in oltre duecento pazienti sparsi in tutto il mondo, molti dei quali deceduti dopo che la neoplasia ha iniziato a resistere alla terapia. La ricerca è stata co-finanziata grazie ai fondi messi a disposizione dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, una puntualizzazione che è stata definita durante la conferenza stampa indetta per presentare lo studio. 

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