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CASO ABU OMAR/ Pollari: perché Renzi non toglie il segreto di Stato?

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Abu Omar (Foto dal web)  Abu Omar (Foto dal web)

Eh certo. Ma questo processo ha riguardato presunti responsabili che non solo si sono dichiarati estranei ma che hanno formalmente informato l'autorità giudiziaria che la loro estraneità risulta per tabulas e specialmente è perfettamente nota a tutte le autorità di governo succedutesi nel tempo. Autorità che hanno ordinato a tutti gli indagati di opporre, rispetto alla vicenda, il segreto di Stato. La stessa autorità giudiziaria procedente si era rivolta all'autorità nazionale di sicurezza (cioè al presidente del Consiglio pro tempore), ottenendo una precisa risposta in tal senso. Il processo di conseguenza si è concluso con il proscioglimento degli imputati per la sussistenza del segreto di Stato. Segreto, che non mi stancherò mai di ripetere, copre la dimostrazione della loro innocenza e non già della loro colpevolezza. D'altronde i vari governi, allorché ne hanno riscontrato i presupposti, hanno sempre sollevato conflitti di attribuzione di fronte alla Corte costituzionale che ha pronunciato sentenze di accoglimento delle ragioni del governo, talvolta anche con formulazioni assai incisive.

Perché Lei insiste sulle caratteristiche del processo italiano?
Il processo celebrato in Italia si è alimentato dalle doverose proposizioni dell'accusa, ma si è caratterizzato per la totale impossibilità degli imputati del Sismi di esercitare anche solo un minimo di diritto di difesa. Io e gli altri coimputati del Sismi non ci siamo dunque potuti difendere in alcun modo.

Non per sua scelta, come lei ha ripetuto in questi anni, ma perché le è stato vietato.
Sì. Poiché, come ho detto, le prove che dimostrano la nostra totale estraneità ai fatti sono coperte da segreto di Stato, che, ricordo, è stato apposto prima che il procedimento penale attingesse persone del Sismi. Quando ciò è avvenuto, nel più che comprensibile desiderio di difenderci, abbiamo ripetutamente chiesto al presidente del Consiglio di poter dire come stavano le cose, visto che così facendo ci saremmo liberati da ogni accusa in pochi minuti.

Con quali risultati?
Tutti i capi di governo pro tempore hanno sempre ritenuto, nell'interesse della sicurezza nazionale,  di dover confermare il segreto di Stato, precedentemente apposto. Essi hanno sempre ordinato di opporlo rigorosamente. Ciò non ha consentito di articolare alcun tipo di difesa riferendo i fatti e le evidenze, più che obiettive, che dimostravano e dimostrano l'innocenza mia e degli imputati del Sismi da me diretto. 

E della sentenza di ieri cosa pensa?
Io rispetto lo Stato e la Corte di giustizia. Osservo solo, in riferimento alla sentenza di Strasburgo, che peraltro non investe la mia persona perché riguarda il nostro Paese, che essa dà per scontato che ci sia stato un processo regolare ai sensi dei principi della Cedu nell'ambito del quale sia stata dimostrata la nostra responsabilità. Invece non è così perché, come ho detto, il processo si è concluso con la declaratoria di improcedibilità per sussistenza di segreto di Stato e sia, soprattutto, perché tale processo si connota per essere stato svolto nell'impossibilità per gli imputati del Sismi di esercitare ogni diritto di difesa.

Lei parla di totale estraneità ai fatti. Ma Nicolò Pollari, come capo del Sismi, poteva non sapere ciò che avveniva a Milano di Abu Omar? 


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