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CASO ABU OMAR/ Pollari: perché Renzi non toglie il segreto di Stato?

Abu Omar (Foto dal web) Abu Omar (Foto dal web)

In astratto ciò che lei dice è comprensibile. Ma gli organismi di sicurezza si occupano di persone, di fatti e di notizie quando già tali persone, fatti e notizie non siano all'evidenza o all'attenzione di altri organismi dello Stato. In quest'ultima ipotesi l'interesse dell'intelligence può essere applicato solo a corollario delle attività svolte dalle istituzioni ed a complemento di esse. Tali circostanze, nel caso di Abu Omar, ricorrevano tutte.

E davanti alla reiterazione del segreto di Stato cosa avete fatto?
Come le ho già detto, abbiamo obbedito chinando la testa in osservanza della legge, pur se questo ha comportato per noi notevoli pregiudizi. Comprenderà quindi che, non essendo noi caratterizzati come persone che hanno la vocazione del martirio, ogni qual volta avveniva un cambio di compagine governativa, ci siamo affrettati a chiedere se finalmente ricorressero i presupposti per poterci affrancare dal segreto di Stato, permettendo così di difenderci. Tra l'altro, per affrancarci da ulteriori pregiudizi, materiali e morali, oltre a quelli che avevamo già dovuto subire.

Non abbiamo ancora citato i presidenti del Consiglio in questione: Prodi, Berlusconi, Monti, Letta.
Mi sono riferito a tutti i presidenti del Consiglio pro tempore a far tempo dall'avvio del procedimento penale a tutt'oggi. Tutti hanno ritenuto che sussistessero fatti e ragioni — attenzione, non il sequestro di Abu Omar, al quale, non mi stancherò mai di ripetere, io e gli altri coimputati del Sismi da me diretto siamo totalmente estranei — il cui disvelamento avrebbe procurato serio pregiudizio alla sicurezza e all'incolumità del nostro Paese. Si trattava probabilmente di fatti che forse potevano essere a corollario di vicende più ampie. Di conseguenza tutti hanno ribadito l'ordine di opporre il segreto al quale noi abbiamo continuato ad obbedire.

Un momento, cosa intende dire con "fatti che erano forse a corollario di vicende più ampie"?
Non sono in condizione di riferire nulla in proposito e, d'altronde, se lo fossi, nulla direi senza l'autorizzazione dell'autorità nazionale di sicurezza. La domanda andrebbe posta a quest'ultima. Se poi, nelle sedi proprie, si manifestassero dubbi o inquietudini a riguardo, rammento che esistono organismi deputati a vigilare sul segreto di Stato. La Corte costituzionale, ad esempio, nell'ambito dell'esercizio della sua giurisdizione, ha ampia possibilità di prendere piena cognizione dei contenuti del segreto. Anche il Copasir può accedervi, nel rispetto di particolari procedure. Per quanto mi riguarda, sono sempre stato doverosamente disponibile. 

Come si esce da questo impasse?
Non è una domanda da rivolgere a me. Sono stato sempre interessato alla soluzione più chiara e trasparente del problema. Anzi, Le dico di più, sono interessatissimo a questa prospettiva: da oltre dieci anni mi porto dietro questo peso per avere fatto il pubblico funzionario con correttezza e lealtà e per aver avuto la forza d'animo di obbedire ad ordini legittimi, malgrado i pregiudizi che me ne sono derivati. E non posso neppure dimenticare quelli che hanno subito gli altri colleghi del Sismi coimputati nel processo. 

Come mai secondo lei ci si ostina a mantenere il segreto di Stato?