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Cronaca

GIULIO REGENI / News, emerge nuova tesi dall'Egitto: "Desiderio di vendetta per motivi personali"? (Oggi, 24 gennaio 2016)

Il caso di Giulio Regeni, ad un mese dalla sua scomparsa resta ancora un giallo: la sorella lancia un appello importante su Facebook affinché non si spengano i riflettori.

Giulio RegeniGiulio Regeni

Mentre continuano a restare ignote le cause dell'uccisione di Giulio Regeni, come rivelato oggi da Rainews.it, il ministero dell'Interno egiziano avrebbe fatto sapere che le indagini sull'omicidio dello studente 28enne evidenziano "varie possibilità, tra cui attività criminali o un desiderio di vendetta per motivi personali". In merito a quest'ultima ipotesi, è stato ribadito nello specifico come il ragazzo friulano morto in Egitto avesse avuto svariati legami con persone vicino a dove viveva e studiava. A far emergere un ulteriore particolare molto importante è stato il settimanale Panorama che avrebbe evidenziato i rapporti tra Giulio e la sua università di Cambridge. Pare che Giulio si fosse recato in Egitto per analizzare e studiare da vicino il sindacalismo indipendente. Nel frattempo, una sua tutor avrebbe preso parte a Londra ad una manifestazione contro la visita del presidente egiziano Al Sisi, bollandolo come "assassino". Potrebbe celarsi dietro questo evento la sua morte che, ad oggi, appare ancora misteriosa?

E' passato quasi un mese dall'ultima volta che Giulio Regeni, giovane studente friulano in Egitto, fece perdere le sue tracce prima di essere trovato morto dopo una settimana di silenzio. La verità sulla sua tragica quanto violenta uccisione appare ancora lontana, ma nonostante questo la sorella, Irene Regeni, ha voluto postare su Facebook un appello importante affinché sia data ancora voce al caso di Giulio Regeni,. "Appendete striscioni, condividete le foto, per mio fratello, per Giulio Regeni, per il mondo intero", ha scritto la ragazza sul celebre social network (clicca qui per leggere lo stato), allegando la foto dello striscione "Verità per Giulio Regeni" appeso sul balcone della casa di famiglia a Fiumicello. Un messaggio forte, immediatamente ripreso dai maggiori quotidiani nazionali a quasi un mese dall'inizio dell'incubo per l'intera famiglia Regeni. Non solo la sorella della giovane vittima ma anche il presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop, in apertura della seduta d'Aula che si è svolta ieri è tornato sul caso Giulio Regeni, come reso noto dal sito IlFriuli.it. "A nome dell'intero Consiglio regionale, interpretando e partecipando al lutto e al dolore della famiglia di Giulio Regeni, della Comunità di Fiumicello e delle tante Comunità, Istituzioni e Associazioni della nostra regione, ci uniamo al dolore e alla condanna per l'orribile uccisione di Giulio Regeni,, esempio di impegno civile e sociale quale giovane uomo e ricercatore universitario", ha detto Iacop. Lo stesso ha poi sottolineato come nei casi di natura internazionale come quello relativo alla misteriosa uccisione di Giulio Regeni, "sia importantissima la presa di posizione dei Governi e delle Istituzioni locali come elemento di pressione sui Governi e sui Tribunali perché non venga ostacolata la ricerca della verità e si possa aiutare a costruire un clima favorevole all'accertamento della verità e al fatto che sull'orribile fine di Giulio Regeni venga fatta giustizia". Il presidente del Consiglio regionale si è poi impegnato, a tal fine, ad inviare una lettera al Governo Renzi. Un minuto di raccoglimento è stato dedicato dall'intera Aula a Giulio Regeni.

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