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Cronaca

PETALOSO / Invenzione del bimbo Matteo, la maestra e la risposta della Crusca. Il 'Ciaone' virale di Emma Marrone (oggi, 25 febbraio 2016)

Petaloso, l'invenzione del piccolo Matteo diventa virale e colpisce Matteo Renzi. Aggiornamento di oggi, giovedì 25 febbraio 2016, il post che ha reso celebre il caso. 

Foto d'archivioFoto d'archivio

Da ieri si parla molto della questione legata al termine 'petaloso', termine scritto da un bimbo di nome Matteo in un tema e portata dalla sua maestra all'Accademia della Crusca. Sui social scoppia anche un po' di ironia inerente a questa situazione e magari legata ad altri mondi. Tra questi anche quello dello spettacolo dove nelle ultime ore è diventato virale il ''Ciaone'' di Emma Marrone. È così che sulla pagina ufficiale di Twitter di Amici di Maria De Filippi compare il seguente post: "Accademia aggiungi questa: CIAONE! Emma Marrone", clicca qui per il post e i commenti dei fan.

Un valanga social è divenuta ieri la parola “petaloso” dopo l’incredibile storia, questa volta non bufala, del piccolo Matteo che “inventa” una nuova parola e la Crusca l’accetta, dopo l’invio di richiesta della maestra Margherita (un nome “sospetto e petaloso”). Dopo che tutta Italia ieri e ancora oggi parlano del nuovo termine, alla fine sono arrivate anche le parole del diretto interessato, tramite l’Estense.com che ieri ha dato il via alla campagna con hashtag che ha invaso i social; il piccolo protagonista, raggiunto dai colleghi di Ferrara, ha detto con serenità poche e semplici parole,“Sono contento, ora la mia parola la conoscono tante persone. Chissà se nel mio prossimo vocabolario ci sarà anche petaloso!”. Ieri il bimbo ha recapitato alla maestra Margherita un fiore con un biglietto che ha commosso in tanti nella piccola scuola ferrarese: il biglietto ovviamente lo potrete immaginare, “Un fiore petaloso per la mia maestra. Matteo”.

Sembra quasi una bufala, eppure è successo veramente. E' del piccolo Matteo, alunno di terza delle elementari di Copparo la trovata del termine "petaloso". E' di certo un evento commovente ed anche motivo di orgoglio, soprattutto per colei che ha reso possibile tutto questo: la maestra Margherita Aurora. Dopo le emozioni di questi giorni, arriva anche la doccia gelata. La maestra, come scrive di suo pugno sui social, ha dovuto affrontare i numerosi commenti sul web incentrati su "petaloso". Dopo 6 ore di scuola ed una serata in palestra, afferma nel suo post, la maestra Margherita è rimasta provata dal lavoro ulteriore che ha dovuto affrontare sul web. "Sono DISTRUTTA", scrive, "e siccome domani ho altre 6 ore mi congedo, augurando a tutti una buona notte. Ah, le 700 richieste di amicizia in attesa aspetteranno. Scusate e grazie". Clicca qui per vedere il post della maestra Margherita Aurora. Il bambino aveva usato la parola "petaloso" durante un lavoro che la maestra Margherita Aurora, come riporta una notizia Ansa, aveva dato sull'uso degli aggettivi. In quest'occasione il piccolo Matteo scrive che la margherita è un fiore "petaloso", indicando che possiede molti petali. Per quanto la parola sia inesistente, la maestra Margherita ha trovato l'aggettivo "petaloso" piacevole e così ha suggerito di inviare una lettera all'Accademia della Crusca per farla valutare. "Per me vale come mille lezioni di italiano", ha affermato la maestra, ringraziando il "piccolo inventore Matteo". La riposta dell'Accademia della Crusca sul "petaloso" non tarda ad arrivare. Maria Cristina Torchia, membro della Redazione della Consulenza linguistica dell'Accademia della Crusca, scrive una lunga lettera, lodando il piccolo Matteo per la sua invenzione. "La parola "petaloso" che hai inventato", si legge nella lettera che la maestra Margherita ha subito pubblicato sui social, "è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano". Esistono infatti diversi aggettivi, come "coraggioso", riporta la lettera, che sono formate allo stesso modo. Segue una spiegazione semplice, ma chiara, sulla modalità prevista per l'introduzione di nuove parole nei vocabolari. La parola "petaloso" ora però deve diventare di uso comune, che la "usino tante persone e tante persone la capiscano". Solo così, "petaloso" può diventare a tutti gli effetti una parola della lingua comune. Clicca QUI per vedere la risposta integrale dell'Accademia della Crusca su "petaloso". Il suggerimento finale di Maria Cristina Torchia a Matteo è di leggere il lubro "Drilla" di Andrew Clemens in cui si narra una storia simile alla sua, dove un bambino inventa una parola che viene adottata poi nei vocabolari. Il caso diventa subito virale, salta impazzito sui social da un profilo all'altro. Sono molte le perole di lode sia per il piccolo Matteo che per la maestra Margherita che ha dimostrato di essere un'insegnante doc. Subito dopo l'episodio nascono le prime immagini di risposta in cui si ironizza sull'accaduto. In epoche antiche, qualcuno ricorda, un errore del genere sarebbe costato una sottolineatura con la matita blu. "Grazie Matteo, maestra Margherita ed Accademia della Crusca", scrive un utente sotto la notizia riportata dall'Ansa, "per aver ricordato a tutti che la fantasia dei bambini può illuminare il futuro!". 

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