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SAN VITTORE/ Santo del giorno, il 26 febbraio si celebra san Vittore

San Vittore è il santo che viene celebrato nella giornata di oggi, venerdì 26 febbraio, dalla chiesa cattolica. Fin da piccolo viene educato alla religione cristiana. La sua storia

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, celebrato il 26 febbraio, da piccolo venne educato secondo il credo religioso cristiano. 
I genitori e gli educatori non dovettero faticare molto per raggiungere tale scopo: il giovane San Vittore era abbastanza tranquillo come persona e soprattutto sembrava essere assai interessato al credo religioso cristiano. Il suo fervore religioso crebbe col passare del tempo, complice anche il luogo nel quale visse, ovvero Arcis-sur-Aube, precisamente nelle Champagne della Francia.
Essendo assenti le persecuzioni religiose, il giovane san Vittore riuscii a seguire il percorso di studi e soprattutto ad amare, sempre di più, le parole del Signore, tanto da essere una delle poche persone a prodigarsi maggiormente per fare in modo che, le parole di Cristo, non passassero inosservate. Egli, una volta cresciuto, si recava nelle varie piazze francesi per raccontare la Bibbia e spiegare quello che fece Gesù durante la sua vita: molte persone si recavano per ascoltare le candide parole di san Vittore, che con fare molto semplice, riusciva a catalizzare le folle, facendo aumentare l'attenzione per le parole che pronunciava. Egli voleva semplicemente fare in modo che, tutta la popolazione francese, si convertisse e potesse vivere una vita all'insegna della preghiera. San Vittore, che riuscii nel suo intento solo in parte, decise di ritirarsi a vita eremitica, soprattutto quando capii che non tutti erano disposti ad accettare il suo credo. Durante questo periodo si sa ben poco della vita di san Vittore a parte il fatto che, periodicamente, egli non faceva altro che recarsi nei vari paesi per continuare la sua missione. Egli ebbe anche diversi contatti con San Bernardo, il quale rimase impressionato dell'impegno e della voglia di voler convertire le persone alla religione cristiana. Gli incontri tra i due furono sempre più frequenti, al punto tale che Bernardo, vedendo il modo di fare di Vittore, iniziò a tesserne delle lodi. Per Bernardo infatti, un uomo come san Vittore doveva essere assolutamente ascoltato, visto che riusciva a convincere le persone grazie alle sue parole semplici ma allo stesso tempo ricche di passione quando si parlava del Signore e della religione cristiana, nonché dei suoi insegnamenti. San Vittore, con l'avanzare degli anni, cercava di avere sempre meno contatti col mondo esterno: il concetto di eremita era infatti inculcato nella sua testa e per lui, vivere in maniera isolata, risultava essere ideale per poter affrontare le penitenze e le varie preghiere che rivolgeva a Dio sia per poter proteggere la sua anima che quella delle altre persone cristiane. Anche i contatti con San Bernardo diminuirono: san Vittore voleva vivere in quel modo senza troppi contatti col mondo esterno, che veniva definito appunto come corrotto. San Vittore morirà quindi in solitudine, nella struttura che decise di costruirsi per poter vivere la sua semplice vita lontana dalle tentazioni e soprattutto dal peccato che albergava nelle menti delle persone che vivevano nella città.