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UTERO IN AFFITTO/ Aveva rifiutato di abortirli, sono nati tre gemelli ma la mamma non può vederli

Pubblicazione:venerdì 26 febbraio 2016

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La storia di Melissa Cook era già stata raccontata su queste pagine. La donna, portatrice "in affitto" per conto di un uomo che aveva pagato 33mila dollari per il  suo "servizio" (ingravidata grazie allo sperma dell'uomo e all'ovulo di una seconda donna), saputo che portava in grembo tre gemelli, aveva rifiutato di abortirne almeno uno su richiesta dell'uomo. I medici infatti avevano suggerito che portare a termine la gravidanza di tutti e tre avrebbe potuto mettere a rischio la loro vita. Melissa Cook si era rifiutata di abortire: "Sono esseri umani, mi sento legata a questi bambini, non abortirò" e l'uomo di cui non si conosce l'identità l'aveva denunciata. Adesso i tre gemelli sono nati tutti e tre, ma nessuno consocie le loro condizioni, il personale ospedaliero le ha rifiutato ogni concessione. Di fatto lei non è la madre biologica, ha solo portato in grembo le creature. Non le è stato permesso di sapere in che condizioni di salute siano, non sa quanto pesino, e soprattutto non le è permesso di vederli. Tutti i diritti genitoriali appartengono all'uomo che ha pagato per l'utero in affitto. L'avvocato della donna ha dichiarato alla stampa che "si tratta di una madre che ha dato alla luce dei bambini, non si può rispondere a una madre che quei bambini non sono affari suoi". Melissa Cook ha così deciso di sporgere denuncia, dicendo che il suo ruolo nel metterli al mondo le dà dei diritti. Per il suo avvocato, "questo modo di agire nei confronti della madre significa la pura messa in vendita di bambini riducendo la donna a un oggetto, come nutrire un animale". Forse la donna doveva pensarci prima…



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