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12ENNE VITTIMA DI BULLISMO/ E tutti quei docenti che fanno finta di non vedere?

Pubblicazione:sabato 27 febbraio 2016

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"Maxima debetur puero reverentia" dicevano i Romani, dando prova di una civiltà matura, almeno nei principi. Ma questo rispetto non è stare a distanza, è attività, è ascolto anche delle cose non dette, è guardare i ragazzi con la consapevolezza che la loro giovane vita è una creta plasmabile per farne una cosa bella. Chissà perché la scuola deve essere così noiosa da spingere a cose stupide che facciano sentire vivi! Don Bosco, il santo dei giovani, aveva come metodo educativo quello di farli stare sempre allegri. Le nostre ore di lezione sono piene di gioia di imparare, richiedono la serietà dell'impegno, facilitano la collaborazione e la familiarità, impongono il silenzio e l'attenzione di cui si nutre ogni lavoro?



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COMMENTI
27/02/2016 - bullismo (roberto castenetto)

In realtà il caso di Pordenone è più complesso e non riguarda solo i compagni prepotenti, i quali, tra l'altro, nella loro incoscienza, provocavano su una questione di fondo, "Tu cosa servi a questo mondo?". Se la scuola si occupasse di questa domanda, forse le cose andrebbero meglio. C'è poi un altro elemento di cui tenere conto. In Friuli sta prendendo piede, da alcuni anni, grazie alla spinta delle istituzioni e della politica, un progetto sul bullismo omofobico, con uno strabismo clamoroso sulle questioni reali. Per cui c'è una strumentalizzazione indegna del vissuto di questi ragazzi, più volte denunciata da genitori e docenti. Speriamo che questa triste vicenda serva ad aprire gli occhi a tanti.