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ACCORDO ITALIA-FRANCIA/ Quel mare "regalato" per l'appetito di petrolio

Pubblicazione:domenica 28 febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento:domenica 28 febbraio 2016, 12.07

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La risposta non è stata data nei dettagli, ma la nostra attenzione non può non andare a un punto dell’accordo in cui si legge: “Se un giacimento di risorse naturali si estende su entrambi i lati di delimitazione della piattaforma continentale e se le risorse situate su un lato di questa linea possono essere sfruttate da impianti situati sull’altro lato, le parti cercano di accordarsi sulle modalità di valorizzazione di tale giacimento nel modo più efficace possibile”.

Nessuno di noi credo possa accettare che mentre nel Bel Paese si discute ampiamente di riforme e di “questioni etiche”, e mentre il Premier rivendica rumorosamente spazi di sovranità minacciati dagli stati forti dell’Eurozona, alcuni ministeri siano silenziosamente dediti a smantellare e svendere un settore industriale come quello della chimica (vedi il caso Eni-Versalis), depotenziare il sistema bancario a partecipazione popolare, destrutturare il modello automistico delle regioni e sacrificare attività produttive tradizionali, come quelle della pesca, sull’altare di spericolate trattative sullo sfruttamento di fonti energetiche fossili, su cui si gioca purtroppo il destino di molti popoli.



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COMMENTI
28/02/2016 - Mandiamo a casa il governo! (Carlo Cerofolini)

Perché meravigliarsi: il governo che abbiamo è questo bellezza. Mandiamolo a casa, con il voto, prima che disastri completamente l’Italia!